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TASSE/ Arrigo: c’è un “allarme” che il Governo non vuole ascoltare

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Mario Monti (Foto: Infophoto)  Mario Monti (Foto: Infophoto)

Non mi pare visto la caduta del Pil. Con la perdita del Pil cadono anche le entrate fiscali. Io ritengo che ogni cento euro che un italiano paga allo Stato gli costa circa più di duecento euro in ricchezza. Alla fine si potranno fare i conti esatti, ma l’allarme che ha lanciato la Corte dei Conti non era una cosa da non prendere in seria considerazione.

 

In più, oltre alle tasse, arrivano anche gli scandali sulla riscossione, come quello di “Tributi Italia”.

 

Questo è quello che si ottiene quando si trattano i cittadini da sudditi. Ma che cosa significa una struttura di riscossione? Le tasse in qualsiasi Paese democratico le riscuote il fisco. Gli altri strumenti sono un retaggio delle monarchie assolute, sono un fatto intollerabile. In più si deve pure scoprire che si ruba anche sulle tasse pagate dai cittadini.

 

C’è poi da considerare che i famosi debiti dello Stato nei confronti delle imprese sembrano quasi dimenticati, non se ne parla neppure più di quegli ottanta o cento miliardi di debiti dello Stato nei confronti delle imprese.

 

È la faccia della democrazia di questo Paese: il cittadino ha solo doveri, lo Stato ha solo diritti. Il cittadino vede pagare subito, o nel tempo giusto, lo Stato quando non ha soldi, non paga. Che altro si può dire di fronte a un fatto del genere? Forse si potrebbe licenziare il personale di governo e dello Stato anche senza ricorrere all’articolo 18. Non ce ne è bisogno.

 

(Gianluigi Da Rold)



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