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TASSE/ Forte: dietro i "pasticci" dei tecnici c’è già la campagna elettorale

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Mario Monti (Infophoto)  Mario Monti (Infophoto)

Da qualche giorno è venuta alla ribalta una grande questione fiscale in Italia. Ma occorre bene comprendere in che termini il Governo intenda affrontarla. Che la pressione fiscale sia al di là di ogni limite lo hanno compreso ormai tutti. Che questa pressione fiscale abbia avuto un peso determinante nella recessione è altrettanto comprovato. C’è un fatto però: questo “governo dei tecnici” ha un compito ben preciso, risponde a esigenze di moralizzazione in materia fiscale, anche per dare un’immagine di virtuosità italiana sui mercati internazionali. Alcuni sostengono che si stiano tassando i ceti medi per tenere al riparo i veri benestanti. In tutto questo, si assiste in questi giorni a una serie di contraddizioni espresse da vari esponenti del Governo. Si è attribuito in un primo momento allo stesso Presidente del Consiglio, Mario Monti, una dichiarazione pomeridiana di possibile riduzione delle tasse, che poi il premier ha negato. Ma altre voci sono emerse in questi giorni, in modo contraddittorio. Il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, ieri ha detto che: “Si potrebbe valutare la possibilità di prevedere la facoltà di anticipare al 2013 l’attivazione del Fondo per la riduzione della pressione fiscale”. Lo stesso Ceriani aveva invece dichiarato lunedì scorso: “Non c’è nessuna intenzione di anticipare all’anno prossimo l’eventuale finanziamento e uso del fondo taglia tasse previsto nel 2014”. Poi il sito del Tesoro, sempre ieri, in una nota spiega che nel testo della delega fiscale approvato dalla Commissione Finanze della Camera, il Fondo resta operativo dal 2014”. Insomma, il “governo dei tecnici” sembra a volte un “coro a più voci”. Il professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, è piuttosto scettico sul fatto che in Italia si stia sollevando una grande questione fiscale: «Non credo che una questione fiscale venga messa al centro dell’attenzione. Quello che dobbiamo sperare è che le tasse non vengano aumentate. Il fatto è che ci sono sintomi di confusione evidenti all’interno stesso della maggioranza composita che sostiene questo governo. Tutto questo, visto i risultati della manovra fatta da Monti e la recessione a cui siamo arrivati. Ma il governo Monti è stato scelto perché doveva fare questa strada, questa politica di rigore e di moralismo, e quindi continuerà a farlo».

 

Secondo lei, a che cosa si deve la confusione di queste voci, questa serie di dichiarazioni e poi di smentite?

 

Al fatto che si stanno avvicinando le elezioni e molti fanno dei calcoli di natura politica, perché in realtà con questa sola politica di austerità si è caduto in completa deflazione e non c’è in giro una grande allegria.

 

Ma lei non ritiene neppure realistica una riduzione della pressione fiscale?



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