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Economia e Finanza

FINANZA/ Pelanda: una "scommessa" da 100 miliardi per tagliare le tasse

Mario Monti, Corrado Passera e Vittorio Grilli (Infophoto)Mario Monti, Corrado Passera e Vittorio Grilli (Infophoto)

Ma non dimentichiamoci che la prossima svolta sarà quella di ridurre sostanzialmente le tasse, perché in caso contrario la riduzione di spesa, mantenendo questi livelli di drenaggio fiscale, porterebbe comunque a una deflazione impoverente, cioè a meno soldi che circolano nel mercato interno. Il governo fa intendere che non può permettersi di dare anche questo segnale, perché la priorità del pareggio a breve termine prevale. Ma vorrei avvertirlo che nel momento in cui il mercato comincerà a credere alla capacità dell’Italia di tagliare spesa, cosa su cui finora era scettico, poi, immediatamente, vorrà vedere anche quella di avviare la detassazione per stimolare la crescita. E se non la vedrà, tornerà a  scontare il caso peggiore per il debito italiano.

Quindi la svolta sul metodo del rigore implica strettamente quella in materia fiscale. Esattamente quanto? Per rimettere sia in equilibrio contabile, al netto di operazioni sul debito, sia in crescita l’Italia servirebbero, come più volte argomentato su queste pagine, almeno 100 miliardi di tagli alla spesa e altrettanti di tasse. Ricordiamolo.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
09/10/2012 - Un'idea malsana dell'economia di un paese (Moeller Martin)

Ma secondo voi, l'italia si regge sullo spread e sui 'favori' dei mercati finanziari? L'Italia, come ogni altro paese europeo, si regge sul proprio lavoro, sulle prorie imprese e sulla capacità che queste hanno di creare reddito e benessere. I 'mercati' non ci approvano? E chi se ne frega! Quando il 'mercato' non è disposto ad acquistare i bund tedeschi a costo zero, loro li ritirano. Gli unici mercati di cui dobbiamo preoccuparci sono quelli dei mobili, delle scarpe, della meccanica e di ogni altro nostro prodotto che dobbiamo esportare e vendere. I nostri veri problemi sono la disoccupazione, le aziende che chiudono ed il pil che crolla. Il nostro problema è la nostra cronica mancanza di competitività che ci ha fatto perdere 20 punti di reddito in 10 anni. Il nostro problema è la Fornero, che pretende da una azienda in crisi di farsi carico del welfare che lo stato non è in grado di fornire. E questo nonnostante il livello di tassazione astronomico.

 
08/10/2012 - Spazio per tagli c'è n'è, eccome! (Corrado Rizzi)

Lo spazio per il tagli del 50% secco della spesa dello stato senza toccare il welfare c'è. Provate a fare un giro nelle p.a. Il prof. Pelanda è in grado di quantificare questo dato: vendere le scuole, gli uffici comunali, eliminare tutte le provincie, il 75% della macchina statale. Tutto ai privati= più occupazione qualificata.