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GEOFINANZA/ Inghilterra contro Germania: da che parte sta l'Italia?

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David Cameron, foto InfoPhoto  David Cameron, foto InfoPhoto

Nessuno lo dice - salvo i media inglesi - ma lo strappo è dietro l'angolo. E non poteva che essere così, visto che la Common Law britannica e il garantismo in essa insito cozzano con istituti come il mandato di cattura europeo, il quale nel suo iter ha conosciuto varie mutazioni genetiche. Prima doveva riguardare soltanto atti legati al terrorismo, poi il cosiddetto "serious crime", ovvero il crimine organizzato o di particolare gravità, poi materie come la xenofobia, magari un domani declinata anche in modo e tempo di euroscetticismo. 

Insomma, rimbalzando tra Bruxelles e Strasburgo, la norma ha conosciuto un'ampliarsi preoccupante di fattispecie di applicabilità, alcune delle quali totalmente discrezionali e a rischio di cadere nel paradosso di punire anche reati meramente di opinione (il capitolo xenofobia e discriminazione si presta a svariate interpretazioni). Ma questo non basta: nella sua versione finale e interpretata, il mandato di cattura europeo può essere di fatto utilizzato anche per arrestare una persona che non ha pagato un biglietto ferroviario o una multa in un Paese europeo. Insomma, la stessa libertà di espressione potrebbe diventare vittima di un magistrato che chiederà la vostra estradizione senza doversi nemmeno scomodare portando delle prove.

Il SuperStato, quindi, è quasi pronto: unione fiscale, monetaria, bancaria e un bel super-giudice di kafkiana memoria. Un po' troppo per la Gran Bretagna, la cui decisione di stare fuori dall'euro a Maastricht, di fatto anticipava la scelta, futura ma non troppo, di abbandonare del tutto la nave. Per dirla con le parole di William Hague, ministro degli Esteri britannico, "serve un cambiamento. Se non possiamo dimostrare che il processo decisionale può tornare all'attenzione dei Parlamenti nazionali, allora il sistema diventerà davvero democraticamente insostenibile". E che la situazione sia ormai al punto di rottura, lo dimostra la nuova definizione di rapporti continentali che ha preso piede a Londra: "Buone staccionate, buoni vicini".

Inoltre è di pochi giorni fa la notizia del netto recupero dell'economia in Gran Bretagna, che nel terzo trimestre è letteralmente rimbalzata fuori dalla recessione con un aumento del Pil dell'1% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo la stima preliminare pubblicata dall'ufficio di statistica. Al balzo ha contribuito anche l'effetto congiunto delle Olimpiadi e del Giubileo della Regina: un recupero superiore a quanto si attendevano in media gli analisti, che pure avevano previsto una risalita del Pil. A guidare il rialzo ha contribuito innanzitutto il più 1,3% di produzione registrato nel settore dei servizi, a cui si è aggiunto un più 1,1% nell'industria mentre la produzione nelle costruzioni ha subito una nuova contrazione, pari al 2,5%.


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