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GEOFINANZA/ Inghilterra contro Germania: da che parte sta l'Italia?

David Cameron, foto InfoPhoto David Cameron, foto InfoPhoto

Certo, gli analisti restano cauti, così come il premier David Cameron e lo stesso ministro delle Finanze e ammoniscono che la ripresa sarà lenta, ma la strada intrapresa sembra quella giusta. Il problema è che è una strada sempre più divergente da quella dell'Ue, a partire dal netto no di Londra alla Tobin Tax, scelta che nei fatti porterà flussi di denaro verso la Borsa di Londra e in partenza dalle piazze che avranno optato per questo provvedimento assolutamente controproducente, inutile e populistico.

Ne sono già certi gli intermediari finanziari e i gestori di sim, forse se ne faranno una ragione anche i politici prima che il danno sia compiuto del tutto e si regali a Londra una fetta di inflow finanziario enorme. Ne dubito, però. Certo, la Germania pare pronta a ritorsioni. O, forse, alla guerra. Secondo quanto pubblicato da Der Spiegel e mai smentito, infatti, il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, avrebbe in mente un piano di riforme di vasta portata per stabilizzare l’unione monetaria europea, anche attraverso la concessione a Bruxelles di poteri molto più incisivi sui bilanci nazionali. Ecco alcune idee. 

1) Il Commissario europeo per gli Affari economici e monetari dovrà diventare altrettanto potente del Commissario alla concorrenza, il quale ha il diritto di prendere decisioni in modo indipendente, e nel prendere tali decisioni non necessita del consenso degli altri Commissari. Perché il commissario per gli Affari economici e monetari sia veramente indipendente nelle sue decisioni, occorre depoliticizzare la posizione del titolare dell’ufficio: ciò consentirebbe al Commissario di prendere decisioni in base al contenuto, piuttosto che agli interessi. 

2) Al fine di rafforzare la posizione del Commissario per gli Affari economici e monetari, i singoli Stati membri dovrebbero cedere parte della loro sovranità di bilancio a Bruxelles. Secondo la proposta di Schäuble, il commissario per gli Affari monetari, ormai una delle cariche più potenti dell’Ue, sarebbe dotato di un potere di veto sui bilanci nazionali. La procedura potrebbe essere simile a questa: se uno Stato membro dell’eurozona invia la sua proposta di bilancio a Bruxelles e il Commissario considera il disavanzo di bilancio troppo alto, al Parlamento del Paese sarebbe richiesto di preparare un nuovo progetto. 

Gli Stati membri conserverebbero la facoltà di decidere quali entrate aumentare e quali spese tagliare. In base alle norme attuali, invece, il potere della Commissione Europea si limita a formulare delle raccomandazioni agli Stati membri in materia di risanamento dei bilanci. Possibile? Quasi certo, stante la situazione attuale e l'appoggio totale di Angela Merkel al suo potentissimo ministro delle Finanze. Questo, però, presuppone che la Gran Bretagna giochi a favore. In caso contrario, non sarebbe possibile modificare i Trattati Ue e i governi dell’eurozona dovrebbero concludere un Trattato separato, come hanno recentemente fatto con il Fiscal Compact.

Non è che Londra, fiutata l'aria, abbia già messo in atto le contromosse? Attenzione, il silenzio che contorna una materia di questa importanza sui media è folle: si tratta del nostro futuro, dell'assetto stesso dell'Europa e della sua tenuta e sostenibilità democratica. E, forse nelle pieghe di questa guerra sta anche la volontà tedesca di tirare la crisi il più possibile per il lungo, perpetuando politiche di rigore totalmente folli ma in grado di ridurre in ginocchio Paesi come Grecia, Portogallo, Spagna e - forse - Italia.

A quel punto, il piano Schauble sarà spendibile e vendibile come l'unica ricetta per sfuggire all'apocalisse europea, esattamente come l'instaurazione di un governo tecnico per salvare il nostro Paese dal precipizio su cui stava ballando. Come ci ricorda spesso Mario Monti. Attenzione, in gioco c'è molto più di una crisi economica da cui uscire. Molto, molto di più.

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