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LEGGE DI STABILITA'/ Si lavora sui tagli e sugli sconti alle famiglie numerose

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La Legge di Stabilità continua il suo iter e ieri nell'incontro fra Governo e maggioranza si è faticosamente raggiunto un accordo sull'accantonamento del taglio dell'Irpef e il taglio sulle detrazioni: scompare il limite di tremila euro per gli sgravi e la soglia di 250 euro per le spese mediche e l'aumento di un punto percentuale dell'Iva riguarderà, dal primo luglio del 2013, solo l'aliquota massima del 21%: verranno, dunque, esclusi gli aumenti dell'imposta sui beni primari e sui farmaci Ora il nodo da sciogliere è su come utilizzare un miliardo nel 2013, 2,3 nel 2014 e 3,2 nel 2015 e domani si prosegue in Commissione bilancio per tentare di far quadrare i conti. Prima di definire gli emendamenti, questo fine settimana, l'Esecutivo dovrebbe vagliare tutte le ipotesi sul tavolo anche grazie ad alcune simulazioni e, in seguito, dovrebbe tenersi un incontro fra il Premier Mario Monti, il titolare del Dicastero dell'Economia Grilli e i capigruppo, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pierferdinando Casini. L’ Udc punta a ridare circa 150 euro l’anno, a famiglia, attraverso l’aumento delle detrazioni per il coniuge e per i figli a carico e a trarne beneficio saranno i nuclei familiari più numerosi. L'obiettivo dell'Udc è quello di restituire circa 150 euro a famiglia attraverso l'aumento delle detrazioni per i figli e il coniuge. Il capogruppo dell'Udc Gianluca Galletti è convinto che questa sia la strada più corretta ma il Pd per bocca di Pier Paolo Baretta, relatore della legge insieme all'ex ministro Renato Brunetta, frena e dice che occorre vagliare tutte le ipotesi sul campo e scegliere la soluzione più corretta, soprattutto, per facilitare le detrazioni sul lavoro dipendente. Baretta e Brunetta hanno avuto un nuovo incontro con il ministro del lavoro, Elsa Fornero per definire le risorse per gli esodati e l'aumento dell'orario di lavoro dei professori nella scuola. Il capitolo dell'istruzione sembra il più ostico dal momento che, nonostante i tagli già operati, mancano all'appello 120 milioni per il 2013, 120 nel 2014 e 180 nel 2015 sebbene il ministero abbia respinto l'ipotesi dell'aumento dell'orario di lavoro dei docenti. 


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