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Economia e Finanza

FINANZA/ Grecia o Germania: chi “staccherà la spina” all’euro?

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Ciò che è moneta, non è deciso da oscuri burocrati a tavolino, come se questi potessero decidere che il sole è blu. Anche se fosse deciso per legge che il sole è blu, se anche venisse messo in galera chiunque afferma che il sole ha un colore diverso dal blu, il sole rimane giallo. Allo stesso modo, non sono oscuri burocrati a poter decidere che abbiamo la moneta unica, ma il fatto di averla dipende dalla realtà, dipende dai fatti. E nei fatti, noi non abbiamo la stessa moneta: se lo Stato italiano va a chiedere moneta, dovrà pagare un interesse del 4%, se ci va la Germania, pagherà un interesse del 1%, se ci va la Spagna pagherà il 5%, se ci va la Grecia pagherà ancora di più. Non abbiamo la stessa moneta, perché la moneta degli stati è il loro debito, e quindi la vera moneta sono i titoli di stato: in base al debito i titoli vengono più o meno accettati, in base al debito vengono più o meno remunerati.

Nella delirante illusione di avere una moneta unica che non abbiamo, abbiamo però un sistema di cambi fissi senza più avere la sovranità monetaria. Così si tenta di tenere sotto controllo l’inflazione, ma senza aver tenuto conto che così, in tempi di crisi, non è possibile tenere sotto controllo il debito tramite l’inflazione. E vi sono periodi nei quali l’inflazione è il male minore, in confronto alla distruzione dei posti di lavoro e dei fallimenti delle aziende. Tra poco comunque, grazie alla politica dissennata della Bce e di chi la guida, avremo tutto ciò: disoccupazione in aumento, fallimenti in aumento, e pure inflazione in aumento.

Io continuo a fare previsioni, sperando di sbagliarne qualcuna, prima o poi. Già due anni e mezzo fa, circa, feci la previsione del fallimento inevitabile della Grecia. Non mi sembrava, e non mi sembra, un granché di previsione, visto il vicolo cieco imboccato dalla Bce, che si era illusa di risolvere la questione con iniezioni imponenti di liquidità (ma sempre moneta-debito). Oggi la Grecia non è dichiarata fallita, anche se di fatto contabilmente lo è e con tutta la moneta creata non è ancora uscita dai guai (ovviamente).

E forse siamo ad un passo molto breve dal fallimento. A dare la mossa finale e fatale potrebbe essere proprio la Germania. Un economista tedesco, infatti, un certo Stefan Homburg, professore di finanza pubblica presso l’Università di Hannover in Germania, afferma che non c’è un minuto da perdere: “Dobbiamo lasciar fallire la Grecia, senza paura. I fallimenti degli Stati non sono eventi così dirompenti. La storia dell’economia recente li ha già sperimentati centinaia di volte. Solo la Spagna è stata insolvente 18 volte. Il fallimento della Grecia sarebbe giusto, politicamente corretto, meno pericoloso di continuare a percorrere questa infinita politica di salvataggio. Di quelle tasse che pagano i cittadini dell’Unione europea, ossia tutti noi, la Grecia non ne trae beneficio: solo i creditori ne beneficiano. Tutto questo avviene perché il denaro viene versato su un conto di deposito di garanzia a cui la Grecia non ha accesso. I creditori non meritano il sostegno dei contribuenti”.


COMMENTI
11/11/2012 - considerazioni (francesco taddei)

l'unica possibilità di mantenere una sovranità nazionale è che gli stati si diano obiettivi comuni a lungo termine, lasciandosi libertà di manovra per raggiungerli. ma dopo 10 anni di buone intenzioni chi è causa del suo mal... Invece sulla questione dei fondi ai terremotati emiliani dovremmo tutti riflettere sul fatto che per i nordici (quando va bene) siamo paesi periferici, quando è peggio usano un terremoto o una crisi finanziaria per metterci al tappeto e soffiarci le eccellenze. e per i "migliori" chi non è europeista è antidemocratico,populista,estremista....