BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Unicredit-Intesa, ecco i segreti della fusione "smentita"

Pubblicazione:lunedì 12 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 13 novembre 2012, 11.18

Infophoto Infophoto

Sulla questione risorse, ovvero dividendi, il cronista Andrea De Biase su Milano Finanza ha ricordato gli effetti dell’incorporazione del Sanpaolo di Torino in Ca’ de Sass: “Gli incassi e le plusvalenze generati dalla cessione di sportelli, attività e banche controllate per i conti di Intesa Sanpaolo sono stati notevoli, permettendo lo stacco di generosissimi dividendi nei primi due anni successivi alla fusione e contribuendo a sostenere l’utile e il patrimonio di Ca’ de Sass”. E per dirla con una fonte di Bankitalia che preferisce l’anonimato, dal progetto UnIntesa si scorge la volontà delle fondazioni azioniste di Intesa di poter contare anche nell’aggregazione con Unicredit.

Altri benefici per le fondazioni bancarie li ha così sintetizzati a L’Espresso l’economista Giulio Sapelli, consigliere della Compagnia di San Paolo: “Guzzetti sa che la fusione creerebbe un gruppo ad alta capitalizzazione, che permetterebbe alle fondazioni di alleggerire i problemi in bilancio dati dalla svalutazione delle quote possedute nelle banche”.

Ecco, ora è tutto più chiaro. Come spesso avviene, le smentite sono notizie date due volte.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.