BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GIGANOMICS/ Grilli, Ocse e Casaleggio, i nuovi "futurologi" dell’economia

Pubblicazione:lunedì 12 novembre 2012

Vignetta di Claudio Cadei Vignetta di Claudio Cadei

Grilli e le tasse. Il ministro dell’Economia del governo Monti è soprattutto un tecnico: era direttore generale del Tesoro, per lui si prevedeva una brillante carriera come governatore della Banca d’Italia, in passato si vociferò pure di prestigiose cariche in istituzioni internazionali di primo piano. Invece eccolo lì: dopo un tirocinio di qualche mese come sottosegretario, il presidente del Consiglio lo ha nominato ministro, assegnandogli la poltrona più importante del suo governo. Ci si aspettava però che Vittorio Grilli continuasse a fare il suo mestiere, che consiste nel gestire al meglio i conti pubblici, a tenere stretti i cordoni della borsa di fronte agli assalti dei partiti spendaccioni e così via. Si sperava che non avrebbe ceduto alla politica, alle sue formule e alle sue furbizie. Invece non sta andando proprio così.

Di fronte al numero crescente di indignati per il peso eccessivo delle tasse che inevitabilmente ampliano la curva recessiva imboccata da tempo dal Paese, Grilli si è lasciato andare a una previsione, a una mezza promessa: “L’Irap potrà essere abbassata, forse, a partire dal 2014”. Viene naturale chiedersi su che cosa si basi l’affermazione del ministro: quella delle previsioni economiche si è rivelata un’arte impossibile, come ha confermato lo stesso presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, invitando tutti, politici ed esperti, a usare con cautela i numeri messi quotidianamente a disposizione dal suo Istituto. Appunto. Come fa Grilli a dire che abbasserà un’imposta fra due anni quando nessuno ha la più pallida idea di quale sarà allora il fabbisogno di cassa, legato a un’infinità di variabili a partire dal famigerato spread? Come fa a sapere se ci sarà ancora lui al governo e con i poteri di varare quel taglio fiscale? Con quello che si profila all’orizzonte, è sicuro che il 2014 non sarà di nuovo un anno elettorale, a neanche 12 mesi dal voto dell’aprile prossimo? Meglio per Grilli continuare con il suo tradizionale aplomb tecnico lasciando stare le tirate da politico, alle quali oggi nessuno più crede. Da questo governo ci si aspetta che faccia e non che prometta.

 

Ancora futurologi. Gli esperti dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) si sono messi a studiare il futuro economico del pianeta da oggi al 2060. “Vaste programme”, come ebbe a rispondere il fondatore della Quinta Repubblica francese, Charles De Gaulle, a chi gridava lo slogan: “Morte agli stupidi”. Comunque i signori dell’Ocse pare siano riusciti nell’impresa e pochi giorni fa hanno reso pubblico il risultato dei loro sforzi. Vi si legge di tutto e in quel tutto nulla è ovviamente verificabile. In questi tempi di spending review non sarebbe stato più semplice intervistare il guru di Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio? Sarebbe costato meno e il risultato non troppo diverso dal punto di vista dell’attendibilità.


  PAG. SUCC. >