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IL CASO/ Così le lobby tengono "in trappola" l’Italia

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In ultima analisi, si parla spesso di merito associandolo a pratiche organizzative all’interno di aziende o enti e il concetto viene banalizzato con il classico premio a chi produce di più. Anche questa visione del merito è molto conservativa e spesso limitante. È chiaro che qualsiasi forma di valutazione in azienda è meglio della semplice progressione per anzianità o della distribuzione del variabile “a pioggia”, ma il limite di queste considerazioni è che escludono quasi sempre la testa delle aziende e tendono a proteggerla da un dibattito serio che coinvolga soggetti terzi e indipendenti.

Non stupisce che i molti critici, vedendo questi “esempi” limitati e fuorvianti di meritocrazia, si scaglino poi contro il concetto generale. La realtà è che la meritocrazia in Italia rappresenta una visione estremamente radicale e rivoluzionaria. Significa una discussione ampia e seria sulle attuali gerarchie della società e su alcuni diritti e privilegi anacronistici. Significa ribaltare in molti casi l’ordine costituito secondo criteri particolaristici e ormai antiquati.

Questo cambiamento in alcuni casi si ripercuote sugli interessi dei sindacati conservatori, degli evasori, delle lobby politiche e dei burocrati manager di Stato. Allo stesso modo non risparmia quelle associazioni di categoria, quei media e i tanti imprenditori che mal gradiscono la competizione e si nascondono in settori protetti. Costoro, a diverso titolo, navigano nella demeritocrazia assoluta, spesso a danno del Paese e di chi è escluso da questo sistema: giovani, donne, piccoli imprenditori, commercianti e tutti quei cittadini onesti, che pagano le tasse.

L’introduzione della meritocrazia in Italia non porterebbe a un cambiamento che impatta su una sola categoria sociale, come molti credono, ma andrebbe a modificare radicalmente l’ambiente e le regole del vivere sociale ed economico, rendendoli migliori, sia dal punto di vista economico che etico. Significherebbe dare possibilità e guadagni a chi ora paga servizi scadenti e condizioni impossibili per aiutarlo a crescere e a essere premiato. Significherebbe dare la possibilità al più povero di diventare il più ricco grazie al suo impegno. Significherebbe liberare la società da vincoli e privilegi per andare verso un futuro più giusto e moderno.

Tutte le altre visioni parziali del merito devono essere riviste alla luce di queste considerazioni. Il merito è un valore imprescindibile in una società democratica, da perseguire giorno dopo giorno, senza affidarsi a banali e inutili scorciatoie.



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