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FINANZA/ Ecco la "bolla flash" che terrorizza i mercati

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In compenso, cari lettori, quelle raffinate menti che albergano in Europa hanno dato vita alla Tobin Tax, capolavoro di populismo da quattro soldi che si tradurrà in una fuga dalle piazze finanziarie che la adotteranno - vedi Milano, già ventesima nella classifica europea - e in un paradossale regalo alla speculazione. Non a caso, i trader italiani ieri hanno proposto al governo un’alternativa alla Tobin Tax, la quale, stando proprio agli operatori, colpirà duramente i privati cittadini, senza bloccare però la speculazione.

Dopo aver visionato la proposta, Elio Lannutti, senatore dell’Idv e presidente Adusbef, pare intenzionato a presentare un emendamento al governo. La bozza, stilata su iniziativa dell’Ifma, l’Associazione di trader e consulenti finanziari che si riuniscono a Rimini, prevede due novità chiave rispetto all’ipotesi dell’esecutivo: una tassazione separata tra mercati regolamentati e non e l’applicazione della tassa a tutti i soggetti che compiono le operazioni, non solo ai residenti in Italia. In concreto, gli operatori propongono una tassazione fissa di un euro per eseguito o contratto su azioni e derivati (invece dell’aliquota variabile dello 0,05% su entrambi gli strumenti) e una tassa dello 0,05% sui mercati non regolamentati Otc (over the counter), mossa che «permetterà di colpire maggiormente i grossi investitori, soprattutto esteri, spesso responsabili della speculazione», ha spiegato Biagio Milano, uno dei promotori dell’iniziativa.

Il problema, infatti, non sono i mercati ma la loro opacità e disfunzionalità. E, ancora una volta (mettetevi l’anima in pace, questa battaglia non smetterò di combatterla fino a quando non si farà qualcosa), a creare le condizioni per una bolla di mercato spaventosa ci stanno pensando gli algoritmi del trading ad alta frequenza, i quali non solo sono ormai padroni dell’azionario e del mercato delle commodities, ma ora sono sbarcati in grande stile anche nel forex, tanto da essere stati chiaramente beccati a manipolare il mercato utilizzando la piattaforma di trading Reuters FX. E la stessa Reuters, stilando i dati delle sue piattaforme trading, ha evidenziato che i volumi spot sul trading riguardo valute estere sono scesi del 23% nel mese di ottobre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il volume giornaliero medio in ottobre è stato di 120 miliardi di dollari, contro i 155 miliardi dell’ottobre 2011 e i 133 miliardi del mese di settembre 2012. Ma il calo non si è registrato solo per Reuters, lo stesso risultato è stato evidenziato anche da Ebs, la piattaforma di trading del broker Icap. Per Reuters la ragione è una sola: la crescente frustrazione tra chi opera per lo strapotere di algoritmi ad alta frequenza sulle principali piattaforme. Insomma, volumi sempre maggiori di trading sul Forex sono ormai solo una guerra tra computer superveloci e algoritmi complessi intenzionati unicamente a scoprire con un gioco di specchi come ottenere un minimo margine su cui speculare alla velocità di millisecondi, con i traders retail chiusi ai margini di un mercato che possono soltanto subire, divenendo i polli da spennare.


COMMENTI
13/11/2012 - anzichè la Tobin Tax . . . (Fabrizio Terruzzi)

che ce ne facciamo dei capitali mordi e fuggi, della speculazione fine a se stessa che sciaborda fra i mercati? Dove è finita la funzione della borsa di canalizzare il risparmio verso gli investimenti? Per moralizzare i mercati anzichè la Tobin Tax mi pare che sarebbe stato meglio tassare i profitti speculativi in relazione al tempo in cui sono realizzati: anche al 90% quelli realizzati nel giro di 10 secondi, allo 0% quelli realizzati in 'x' mesi o dopo almeno un anno o in seguito ad un aumento di capitale. La perdita di liquidità potrà essere compensata dai risparmiatori che oggi se ne guardano bene di investire in borsa perchè spaventati da questo "brutto" ambiente senza utilità sociale e fatto di scorribande finanziarie. Tanto varrebbe andare al Casinò di Montecarlo. No grazie.