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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Le "fregature" di Obama all'Italia

Barack Obama (Infophoto)Barack Obama (Infophoto)

Grave la situazione nel Mediterraneo. C’è probabilmente un nesso tra le dimissioni del Direttore della Cia, David Petraeus, e l’eccidio dell’11 dicembre a Bengasi, dove il Consolato Usa era una copertura per una “stazione” dell’intelligence americana. Indubbiamente, dopo l’avvenimento, la Casa Bianca sarà meno propensa a esporsi in Libia. Ha ancora vivo il ricordo della Somalia. Già un Presidente “democratico” Usa, Bill Clinton, pur potendo tagliare la testa a Al Qaeda dopo gli eccidi a Nairobi e Dar-es-Salaam e prima di quello alle Torri Gemelle, esitò dato che parte crescente del suo elettorato era di colore. Quindi, in Libia si finirà in lotte per bande (Noi speriamo che ce la caviamo).

Gli “obamiani italiani” affermano che in compenso si avrà una “Comunità economica atlantica” e una “zona di libero scambio atlantica”. Non solo è un sogno che ha alimentato la generazione di italiani che negli anni Sessanta e Settanta erano giovani internazionalisti e credevano in un mondo più libero alimentato da un commercio internazionale più libero. Ora, infatti, l’Amministrazione Obama non solo guarda ad altre aree, ma è fortemente protezionista: ha bloccato un accordo di libero scambio con la Colombia dopo che i poveri colombiani ne hanno fatte di cotte e di crude per bloccare il narco-traffico.

Il secondo mandato di Obama sarà più protezionista del primo anche in quanto la campagna elettorale è stata finanziata principalmente da lobby contrarie alla libertà di mercato a livello internazionale. L’era dei negoziati multilaterali nell’ambito del Wto deve essere considerata chiusa - lo ha detto Pascal Lamy a Mario Monti. La stessa esistenza del Wto è a rischio: per i prossimi quattro anni deve proporsi di sopravvivere, senza farsi troppo notare.

In Italia, smettiamo di farci illusioni: il patto che lega l’United auto workers (Uaw), il sindacato automobilistico americano, e Sergio Marchionne prevede il trasferimento della cabina di regia della Chrysler-Fiat a Detroit. Per Obama e per la Uaw, Melfi e Pomigliano d’Arco non sono neanche puntini sulla carta geografica.

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