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FINANZA/ Germania e Francia danno un calcio a Monti

Pubblicazione:mercoledì 14 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 14 novembre 2012, 8.41

Mario Monti (InfoPhoto) Mario Monti (InfoPhoto)

La coperta è corta, lo sanno tutti. Ma Monti non può passare l’inverno con la tattica del temporeggiatore. C’è bisogno che riprenda in mano l’iniziativa. Un’operazione di immagine ma con qualche utilità sarebbe convocare gli stati generali dello sviluppo mettendo insieme tutti i soggetti: le banche che ancora lesinano il credito perché temono per la loro stabilità, gli imprenditori che hanno intascato cedole e tariffe senza investire, i sindacati che denunciano come un attentato alla civiltà la richiesta di lavorare di più là dove il lavoro c’è, e gli investitori stranieri che affilano i coltelli perché l’Italia è comunque uno dei mercati più affluenti al mondo.

Insomma, una sorta di nuovo Britannia, ma rovesciato quanto meno nel senso di marcia. Non si tratta di vendere a pezzi il Paese, bensì di rilanciare la sua capacità di produrre. Poiché molto oggi si gioca sulle aspettative, poiché il fattore fiducia è determinante per spostare masse immense di capitali, un’operazione del genere avrebbe il suo perché.



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