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LEGGE DI STABILITA’/ Esodati, sgravi fiscali e Irap: ecco cosa cambia

Pubblicazione:mercoledì 14 novembre 2012

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Con gli emendamenti approvati dalla commissione Bilancio, la legge di stabilità ancora una volta muta forma. A cominciare dalla vicenda degli esodati. Ne saranno tutelati altri 10130. Tra i lavoratori rimasti senza pensione e senza lavoro per gli effetti della riforma Fornero, la Ragioneria dello Stato ha stimato che, dei tutelati attraverso gli ultimi emendamenti, 1.800 sono lavoratori in mobilità ordinaria, 760 in mobilità in deroga, 5.130 sono i cessati, e 2.440 i contributori volontari. Uno dei relatori ha, tuttavia, fatto presente che il loro numero esatto non sarà fissato tanto dalla ragioneria quanto dalle risorse disponibili. Viene rispedito al mittente, invece, l’emendamento che prevedeva di individuare le risorse attraverso lo stop alla rivalutazione all’inflazione per le pensioni 4 o 5 volte il minimo. Ma le novità più significative sono sul fronte degli sgravi fiscali. Specialmente, rispetto a  quelli per le famiglie. Una famiglia con 30mila euro di reddito e due figli a carico godrà, per esempio, di 262 euro in più, di 123 se il figlio è unico. Per i redditi fino a 15mila euro, con due figli a carico si ottengono 311 euro in più, pari a 1.693  mentre con 4 figli saranno detraibili 3.500 euro,ovvero 643 euro in più rispetto all’attuale normativa. Fino a 30mila euro e con 4 figli, invece,la detrazione viene maggiorata di  566 euro. Altra importantissima novità riguarda l’Irap per le imprese. Le più piccole, in particolare,dal 2014, ne saranno completamente esentate mentre per le medie e grandi si prevede un aumento delle deduzioni forfettarie laddove si fosse in presenza di assunzioni a tempo indeterminato di giovani e di donne. La misura sarà implementata attraverso il reperimento di risorse mediante l’attivazione di un fondo da 540 milioni di euro, 284 nel 2014 e 292 nel 2015. Gli sconti saranno più significativi nel Meridione. Viene confermato il mancato aumento dell’aliquota Iva del 10% mentre quella del 21 salirà al 22%. Viene mantenuto, inoltre, l’esenzione dall’Irpef  per le pensioni di guerra ma non per gli assegni di reversibilità superiori ai 30mila euro

 


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