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PATRIMONIALE/ Forte: per 7 miliardi si mette a rischio tutta l'Italia

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Può darsi; ma la patrimoniale di cui stiamo discutendo non sarebbe sui patrimoni elevati, ai quali è spesso difficilissimo risalire perché nascosti o frutto di operazioni all’estero, ma su quelli medi. Stiamo parlando, per intenderci, di persone con un reddito superiore ai 150mila euro e, magari, con un patrimonio di un milione. Quasi chiunque abbia una piccola impresa o una seconda casa rientrerebbe in questa casistica. Verrebbe così colpita la cosiddetta classe media.

 

A proposito di case: anche l’Imu, di per sé, è già una patrimoniale.

 

Già, come il bollo sui depositi. Il fatto è che Monti continua a indicare quanto avviene all'estero come esempio da seguire, senza rendersi conto che da nessuna parte la pressione fiscale è alta come in Italia. O le aliquote sono più basse, con una progressività più morbida, o esiste una serie di compensi fiscali quali il quoziente familiare. Non si può affermare, in sostanza, che l’imposta sulla casa la paga tutta il mondo dimenticandosi che noi già abbiamo un carico tributario tra i più alti.

 

A fronte di una serie di danni evidenti, per cosa potrebbe essere utilizzato il gettito deviante dalla nuova tassa?

 

Per poco e niente. Nei calcoli di chi la sta immaginando, produrrebbe un introito di, al limite, sei-sette miliardi di euro. Quanto basta per procedere di qualche passo ulteriore nella direzione del pareggio di bilancio. Il debito pubblico resterebbe inalterato.

 

Cosa lo ridurrebbe?

 

Il Pdl dispone di una serie di progetti, cui ha contribuito anche il sottoscritto, che prevedono un piano di alienazione del patrimonio pubblico pari, all’incirca, a 1-2 punti di pil annui. Qualcosa di analogo, che prevedeva dismissioni per 200 miliardi di euro, oltre al concordato con la Svizzera, venne presentato dal governo Berlusconi a Napolitano. 

 

Come andò a finire?

 

Napolitano lo rifiutò, definendolo ridicolo. Poco dopo si insediò il governo Monti...

 

(Paolo Nessi



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
15/11/2012 - crescita con la patrimoniale? (antonio petrina)

Egr prof rileggendo il suo intervento su questo giornale del maggio 2011 lei prevedeva quanto avvenuto e cioè che l'IMU era una patrimoniale perchè si volevano sottilmente scoraggiare gli italiani ad investire sul futuro della casa ( la "presunta ricchezza del mattone" disse il prof. Prodi in ottobre 2011 su Il Messaggero) , e favorire nuove entrate anzicchè investimenti produttivi pro crescita nel pareggiare i conti.Questa ricetta ha messo l'Italia in recessione!Ora che sì è data priorità a tale scelta assicurando il pareggio di bilancio, si cercano riforme fiscali ( leggi patrimoniali ) per far crescere , spostando a tal fine altra ricchezza verso scopi nobili ( leggi Credit su questo giornale del 12 novembre sulle partecipate della Cassa DDP per il Fondo amortamento titoli del debito pubblico e direttive UE sul no profit ) preparando così la "cura" in eredità che l'Italia ha bisogno per ridurre il suo debito e sostenere la crescita sostenibile.

 
14/11/2012 - considerazioni (francesco taddei)

e perchè mai il governo deve avere il parere del presidente nelle decisioni economiche visto che queste non possono essere messe in discussione neanche dal popolo tramite referendum? perchè questa ricerca ossesiva dell'autorizzazione di napolitano? che poi ha esteso la sua influenza sui temi etici. ma chi è sovrano, il popolo, che vota i propri rappresentanti in parlamento o chi altri?