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BILANCIO UE/ La Francia boccia la bozza di Herman Van Rompuy

La Francia dice no alla bozza di bilancio, proposta da Van Rompuy, per bocca del premier francese Jean-Marc Ayrault secondo il quale non rappresenta una base di negoziato accettabile

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La Francia dice no alla bozza di bilancio proposta da Herman Van Rompuy per bocca del premier francese Jean-Marc Ayrault. «Non rappresenta –ha dichiarato - una base di negoziato accettabile per la Francia per quanto riguarda i tetti di spesa proposti per la politica agricola comune»: lo ha detto il premier francese Jean-Marc Ayrault. Si tratta della conferma del parere negativo già espressa a suo tempo dal ministro degli Affari europei, Bernard Cazeneuve. Ayrault oggi discuterà della vicenda a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il percorso di approvazione del bilancio per il periodo 2014/20120 si fa più tortuoso del previsto. La bozza del presidente europeo rappresentava già di per sé un tentativo di mediazione del precedente documento emanato dalla commissione, di cui ne manteneva, tuttavia, inalterato il massiccio piano di tagli: ovvero 77 miliardi. Herman Van Rompuy, in particolare, in relazione alla spesa agricola, la posta di bilancio contestata da Parigi, proponeva un taglio pari a 21,1 miliardi di euro rispetto al budget proposto dalla Commissione europea pari a 385,5 miliardi. Complessivamente, la proposta del presidente contiene ben 30 miliardi di euro in più di tagli rispetto a quelli già proposti dalla presidenza di turno dell’Ue, Cipro. Oltre  all’agricoltura, sono stati colpiti anche tutti gli altri capitoli di spesa. I fondi strutturali, quelli per la coesione e quelli per la ricerca. Sono rimasti inalterati solamente quelli relativi a infrastrutture, energia e telecomunicazioni. Tra le proposte di Van Rompuy vi è l’ipotesi di sforbiciare radicalmente le spese delle amministrazione delle istituzioni Ue, a partire dagli stipendi dei dipendenti «il personale di tutte le istituzioni Ue, gli organismi e le agenzie europee – ha dichiarato -  contribuiranno agli impegni di budget, versando nella casse dell’Unione europea almeno 6 miliardi di euro attraverso tasse, fondi di solidarietà e contributi pensionistici». Anche l’Italia, sostanzialmente, si è allineata al parere negativo della Francia. Sulla bozza si è espresso il nostro ambasciatore presso l’Ue, Nelli Feroci.