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FINANZA/ 2. E ora anche la Germania si scopre "sprecona"

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Direte voi, allora dai ragione al rigore e alla severità tedesca? In questo caso di manifesta sciatteria sì, ma anche la Germania in questi giorni sta facendo i conti con il fatto che al suo interno esistono sacche di spreco, non a livello greco ma certamente poco in linea con le direttive di Schauble e soci. E non si tratta solo di cittadini che fanno i furbi col fisco, ma, bensì, dell’esercito, il quale sta letteralmente buttando via milioni di euro dei contribuenti producendo in proprio una serie di prodotti quali creme solari, balsamo per le labbra (utilissimo negli assalti alla baionetta), caramelle per la tosse e altre amenità, anziché comprarli all’ingrosso. Di più, nel corso della sua audizione, la Corte dei conti tedesca ha quantificato nel 90% la percentuale di questi prodotti per la cura personale che finiscono buttati via senza essere utilizzati, stando a quanto confermato dal presidente, Dieter Engels, alla Reuters.

Il rapporto annuale, infatti, stabilisce che l’esercito tedesco ha speso 20 milioni di euro per costruire una fabbrica in cui produrre i propri prodotti, tra cui spiccano anche spray nasali e repellenti per zanzare e pappataci. Stando alle conclusioni della Corte, sprechi del genere a livello statale non sono affatto un unicum e, di più, se il sistema amministrativo fiscale fosse maggiormente efficiente, la Germania potrebbe risparmiare ogni anno oltre 10 miliardi di euro. Insomma, non siamo al paradosso greco delle proprietà senza proprietari, ma anche l’austera Germania ha le sue magagne con cui fare i conti. La prima delle quali è il drastico taglio del numero di dipendenti degli uffici del fisco, la cui riduzione si è concretizzata in un calo delle entrate fiscali sul reddito, passate 911 milioni nel 2005 a 787 milioni nel 2010.

Di più, la Corte ha reso nota l’esistenza di un’agenzia federale che ha in dotazione 4350 computer per 1800 dipendenti! E, tanto per concludere, sempre l’organismo guidato da Engels ha invitato il governo a ridurre deficit e debito nazionale più velocemente, stando i dati diffusi la scorsa settimana rispetto alle necessità di finanziamento per il 2013 consistenti in 17,1 miliardi di euro. Avanti così, anche il pareggio di budget annunciato per il 2014, pare unicamente una sparata elettorale. Certificata dalla Corte dei conti, non dal sottoscritto. Ma si sa, i conti del vicino sono sempre più a posto.