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FINANZA/ 2. E ora anche la Germania si scopre "sprecona"

Pubblicazione:giovedì 15 novembre 2012

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Attenzione, non siamo ancora alle scene greche, ma quanto accaduto ieri nelle strade di Roma, Milano, Torino e Padova deve far pensare. Dalle bastonate alle bombe carte, il passo è già stato compiuto: non vorrei che ora si passasse alle molotov. Certo, l’irresponsabilità di certi toni e parole d’ordine politiche non aiutano, ma la situazione sta davvero diventando pesante e cadere in strumentalizzazioni diviene facile. Anche perché i regolatori e i negoziatori - o presunti tali - ci stanno mettendo il carico da novanta per far precipitare la situazione.

Poche ore dopo aver ottenuto l’ennesima estensione di due anni per raggiungere la ratio debito/Pil del 120% (sembra la tela di Penelope), cosa fa il governo greco? Si rimangia le promesse fatte alla troika e che avevano reso possibile quella dilazione. Senza dire nulla a nessuno, infatti, il segretario generale del ministero dei Trasporti, Nikos Stathopoulos, ha reso noto che l’annunciato aumento del 25% del prezzo dei biglietti del trasporto pubblico, atteso per marzo, verrà spostato a ottobre. Di più, non solo l’incremento da 1,40 a 1,75 euro sarà rimandato, «ma speriamo di poter evitare del tutto l’applicazione di questa misura». Alla faccia della troika! Addirittura, i possessori di abbonamenti pre-pagati verranno rimborsati per i giorni di sciopero che hanno dovuto patire, in netto contrasto con quanto dichiarato solo la settimana scorsa dalla Athens Urban Transport Organization.

Direte voi, roba da poco. È vero. Un po’ più inquietante è invece il fatto che il ministro delle Finanze greco martedì abbia candidamente ammesso di non conoscere minimamente l’identità dei proprietari di 500mila proprietà, per le quali lo scorso anno non sono state pagate tasse, nonostante il meccanismo in base al quale il pagamento delle imposte era legato alla bolletta dell’elettricità. Bene, significa non solo che il fisco greco è un qualcosa da terzo mondo, ma anche che quel metodo sbandierato come la panacea di tutte le evasioni ed elusioni non è servito a nulla, quindi prepariamoci a dei dati di introito fiscale che - se non taroccati - saranno inferiori alle previsioni.

Quindi, non avendo ampliato la base imponibile, ecco che anche il debito non potrà che salire, non scendere. E come è potuto accadere? Semplice, i proprietari di casa intestano l’utenza elettrica a un prestanome, spesso morto e il gioco è fatto! Ma la mannaia del governo sarà spietata: «Se e quando il ministero sarà certo di aver accertato l’identità di chi si supponga debba pagare per ogni proprietà, invierà immediatamente solleciti di pagamento che includeranno multe e mora». Impagabile, “se” e “quando”: ma quando mai li troverai quei proprietari, visto che in Grecia di fatto non esiste nemmeno il catasto! In compenso, la confisca del salario e della proprietà stessa «sarà una misura solo di ultima istanza». Eh beh, non sia mai essere troppo duri.


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