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SANITA’/ Tagli agli ospedali privati. Borgonovi (Bocconi): si rischia l’effetto boomerang. Ma c’è una via di fuga...

Pubblicazione:venerdì 16 novembre 2012

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Ad esempio, come la Regione Lombardia, che ha introdotto il criterio secondo cui ai finanziamenti viene posto un tetto, per poi essere distribuiti sulla base del tipo e del numero di prestazioni erogate. In tal modo, gli ospedali si organizzano sulla base delle prestazioni in cui si ritengono più efficienti. In quest’ottica, la Regione può disporre la chiusura di quegli ospedali che non rispettino determinati parametri di efficienza. Non solo. A oggi, le Regioni e lo Stato potrebbero far seguire degli interventi, in termini di formazione e messa in atto di modelli organizzativi innovativi già esistenti.

Quali?

Ci sono, in Italia sperimentazioni avanzate di organizzazione ospedaliera. Andrebbe, per esempio, realmente implementata la norma che conferisce ai medici di base la possibilità di aggregarsi, per garantire l’assistenza 24 ore su 24, avvalendosi, magari, di strutture ospedaliere dismesse. A questo, potrebbe affiancarsi l’affermasi della logica secondo cui i pazienti vanno dimessi in tempi rapidi purché , successivamente, seguiti e non lasciati a se stessi e alle famiglie. In questo modo, si potrebbero mantenere livelli di assistenza elevati contenendo i costi.

Quali ostacoli si frappongono all’ipotesi?

E’ necessario che i medici interessati all’opzione siano istruiti sul da farsi e messi realmente nelle condizioni di agire. Onde evitare che il medico di base volenteroso di aggregarsi con dei colleghi sia scoraggiato dagli adempimenti burocratici. Sarebbe sufficiente, quindi, affiancargli del personale amministrativo che lo istruisca sui passi concreti da compiere, in termini di modulistica e permessi. 

 

(Paolo Nessi)



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