BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LEGGE DI STABILITA’/ Toccafondi (Pdl): inserite detrazioni e deduzioni per le famiglie

Pubblicazione:

Fotolia  Fotolia

Ha ragione, la Commissione ha seguito con molta attenzione questo argomento e con un emendamento dei relatori è stato istituito un Fondo unico con il quale troveranno finanziamenti: il Fondo nazionale per le politiche sociali con 300 milioni, il Fondo per le non autosufficienze per 200 milioni di euro che prevede anche il sostegno delle persone affette da SLA.

 

Un tema particolarmente sentito è quello della Scuola e dell’Università, che novità ci sono?

 

Sul tema scuola è stata abolita la norma, tanto discussa, che prevedeva l’aumento dell’orario da 18 a 24 ore degli insegnanti a parità di contribuzione, norma che avrebbe permesso sicuramente un risparmio importante allo Stato, gravando però in modo eccessivo sugli insegnanti e sul precariato. Importante è stata, inoltre, l’integrazione del Fondo per la concessione di borse di studio di 50 milioni che consentirà ai ragazzi meritevoli ma privi di mezzi di proseguire gli studi.

 

C’è qualcosa anche per le scuole pubbliche non statali?

 

Certo, per le scuole paritarie il Governo ha reintegrato buona parte del fondo che nel 2013 sarà quindi di 500 milioni di euro contro una previsione che era di 277 milioni.

 

Per l’impresa e per lo sviluppo quali sono le principali modifiche che avete apportato in Commissione?

 

Con un emendamento specifico, è stata approvata l’istituzione di un Fondo per la concessione di un credito d’imposta utilizzato sia per la ricerca e lo sviluppo, con particolare attenzione piccole e medie imprese, sia per (forse soprattutto) ridurre il cuneo fiscale.

 

Il Governo aveva previsto anche l’aumento dell’Iva per le cooperative sociali, la Commissione è riuscita a fargli cambiare idea…


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
17/11/2012 - Ottimo però salvezza con art. 81 Cost. modificato (Carlo Cerofolini)

Bene ottimo lavoro, per ora è stato impedito il peggio, però se si vuole uscire dalla politica tassassinatrice fin qui seguita per decenni e quindi dalla conseguente stagnazione e ora forte recessione (grazie a Monti & C.) che ci attanaglia, occorre modificare l’art. 81 della Costituzione in modo che - oltre a contemplare il pareggio di bilancio come è - ci sia scritto pure che: 1) tale pareggio di bilancio non potrà essere raggiunto con inasprimenti fiscali diretti o indiretti ma con tagli di spesa (sprechi); 2) l’imposizione fiscale globale su persone fisiche e imprese non deve superare il 33% (ora siamo rispettivamente al 55% e al 70%); 3) la spesa pubblica nell’arco di un quinquennio deve essere ridotta dal 50% circa del Pil - pari a 800 miliardi annui – al 35% almeno, perché al 42% si va in stagnazione e sopra tale % si è in recessione. Così facendo rapidamente il Pil non può che salire a due cifre % , l’occupazione aumentare di molto, ridursi vertiginosamente l’evasione e elusione fiscale (non convengono più) e aumentare le entrate per lo Stato, come insegnano la curva di Laffer e la reaganomics. Vasto programma? Può essere, però Richelieu affermava che la Politica deve rendere possibile ciò che è necessario e quanto sopra lo è, se non vogliamo andare in rovina.