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TOBIN TAX/ Questa tassa è un autogol, Svezia docet

L’introduzione della Tobin Tax, spiega GIOVANNI PASSALI, rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol, con fuga di capitali, perdita di posti di lavoro e di Pil

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Vi ricordate i bei tempi di una volta, quando in campagna elettorale il capo del partito dell’opposizione diceva di voler andare a governare perché il Governo precedente era stato “il peggiore Governo della storia della Repubblica Italiana”? Ah, bei tempi! Quei “peggiori governi” fanno la figura dei dilettanti in confronto all’attuale Governo dei tecnici. Non solo non si è mai vista una tale serie di risultati negativi in tutti gli indicatori principali (Pil in calo, deficit in crescita, debito in crescita, produzione industriale in caduta, disoccupazione in forte ascesa, ecc.), ma non si è mai nemmeno vista tanta goffaggine nell’azione di Governo.

Passiamo pure sopra alla serie di gaffes, sia di Monti che della Fornero, evidentemente poco avvezzi a trovarsi sempre sotto i riflettori e sempre al centro dell’attenzione. Spia di questo malessere di fronte a tanta attenzione è stata la richiesta della Fornero agli organizzatori di un convegno di far uscire i giornalisti, altrimenti poi a lei “tocca pensare” prima di dire ogni parola.

Basti pensare poi alla questione infinita degli esodati: prima non ci si è accorti del problema, poi lo si è minimizzato (se non ci avevano pensato loro, che sono i “tecnici”, doveva per forza essere un problema di poco conto), poi sono iniziate a circolare cifre a dir poco allarmanti, poi si è stati costretti a riconoscere che il problema non era comunque di poco conto (sessantamila? Centomila?), infine nell’ultima manovra si è stati obbligati a prevedere lo stanziamento di una somma da dedicare alla copertura finanziaria di chi, con la riforma Fornero, restava senza lavoro e pensione.

I continui errori tecnici di questo Governo dei “tecnici” ha rafforzato l’immagine di una compagine capace di tanta teoria, ma incapace della concretezza necessaria alla guida di un grande Paese come l’Italia. Le leggi, per poter essere applicate concretamente, hanno bisogno dei decreti attuativi. Di tutti quelli necessari, circa 400, alle riforme approvate da questo Governo, ne sono state approvati circa il 20%. Questo vuol dire che, come evidenziato da un articolo de Il Sole 24 Ore, che l’80% delle riforme del Governo dei tecnici è rimasta quasi lettera morta. Tale era la situazione a fine agosto, dopo circa dieci mesi di governo.

Viene un sospetto: che questo Governo non sia tanto di tecnici, ma di professori. Persone cioè che, nel chiuso delle loro teorie scientifiche, abbiamo poca dimestichezza con i limiti del mondo reale e con la necessità di risultati immediati e concreti. L’ultima della serie, ma prossimo boomerang in arrivo, rischia di essere la Tobin Tax. La tassa prende il nome da un economista, premio Nobel nel 1981, che per primo l’ha proposta. Ma Tobin aveva pensato a un’applicazione di una tassa a livello mondiale, da applicare specificatamente per i cambi monetari.