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J'ACCUSE/ Il non profit è un costo e va tartassato: il colpo di "genio" di Monti

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De Gasperi, con l'Italia ancora distrutta dalla guerra, disse in suo discorso: "Quando lo Stato non ce la fa, si affidi ai suoi cittadini". Ecco quello che un vero leader dovrebbe dire anche oggi, tirandone le adeguate conseguenze in termini di politica e di azione governativa. Invece il Governo Monti, in questo quasi anno di attività, anziché tagliare la spesa pubblica corrente (risibili sino a qui i pochi tentativi), invece di riconsiderare la spesa folle di 15 miliardi per gli F135, invece di aggredire i patrimoni e le rendite, invece di liberare le energie che la società italiana ancora esprime, come la sua capacità donativa, ha preferito proferir bugie ad ogni piè sospinto, mortificando queste energie, infierendo con tasse, accise, e mancati trasferimenti, sui soliti noti, pensionati, lavoratori, persone in difficoltà e persino volontari, cooperatori e donatori. Da che esiste Vita, 18 anni e diversi Governi (che abbiamo in proporzioni simili attaccati), forse non ci era mai capitato di leggere le enormità scritte nel decreto della Spending review a proposito di appalti pubblici vietati al privato sociale, o nella legge di stabilità a proposito di persone con disabilità (norme a cui si è messo una pezza per una mobilitazione che anche Vita ha incoraggiato e promosso e che è approdata in Parlamento in forma di emendamenti).

L’Agenda Monti in questo anno si è risolta in due pistole puntate alla tempia: “Ce lo chiede l’Europa”, “Ce lo chiedono i mercati”, che hanno dato origine a provvedimenti concepiti male e in fretta e scritti, spesso, peggio (da qui le eccezioni e le difficoltà regolative). Si può far di più e meglio. Perciò crediamo che chiunque voglia mettersi a disposizione del futuro di questo Paese debba mandare in pensione proprio l’Agenda Monti. Evitando ogni velleitarismo e scrivendo, infine, una pagina davvero nuova.  

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