BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Sapelli: all’Italia non serve più l’Europa

Ciò che è in corso in Europa è un processo certo molto complesso e variegato, ma che si può ben definire, spiega GIULIO SAPELLI, nelle sue articolazioni costitutive essenziali

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Ciò che è in corso in Europa è un processo certo molto complesso e variegato, ma che si può ben definire nelle sue articolazioni costitutive essenziali. È in corso una disgregazione oligarchica assai simile a quella che è in azione da alcuni anni in Italia e che è emersa solo recentemente con il disvelamento del processo di decapitazione democratica dei partiti sub specie semi-parlamentare che è l’essenza del Governo Monti.

In Italia a comandare sono le oligarchie non più invisibili ma visibili. La magistratura, per esempio, si è trasformata da ordine in potere dinanzi agli occhi di tutti: intere città stanno con il cuore in gola per sapere quale sarà il giudizio dei giudici sulla continuità produttiva di fabbriche, esercizi commerciali, destini economici in genere. I gruppi neo-caciquisti dei leaders circondati da potentati economici si disvelano ed escono all’aperto sui palchi e si attorniano di rappresentanti di spezzoni di società politica e financo di organizzazioni di rappresentanza funzionale nate per difendere gli umili e che ora si accompagnano benignamente ai forti; i partiti della comunità di destino non hanno più neppure la parvenza, tanto sono sostituiti da personalismi esasperati o divisi da faglie che un tempo erano contenibili sotto le stesse bandiere: è il potere locale e nazionale che tiene assieme cordate e non correnti politiche.

L’Europa è sprofondata nella stessa entropia disgregatrice. Da un lato si allontana irreversibilmente dal Regno Unito e perde così il più solido riferimento transatlantico senza cui - ricordiamolo - l’Europa muore, perché il suo destino dopo la Prima guerra mondiale è irreversibilmente legato a quello degli Usa e lo sarebbe beneficamente di più se dopo la caduta dello stalinismo sovietico questo processo avesse investito anche la Russia. Invece, è accaduto l’opposto: gli inglesi stanno per lasciare l’Europa definitivamente e i russi sono svillaneggiati continuamente con furore unitamente agli Usa, che per quel che riguarda l’Europa hanno tragicamente sbagliato strategia.

Il centro di questo caos disgregatore è la Germania, che ha perso ogni prospettiva strategica e si dimentica addirittura di Bismarck e pensa di poter sopravvivere creandosi dei nemici sia a Ovest (si veda il contenzioso che ha aperto con la Francia spezzando l’unico asse attorno a cui questa Europa può aggregarsi) sia a Est verso la Russia, capovolgendo alleanze che si credevano irreversibili. L’importante è - in questo unitamente al Regno Unito, anch’esso in crisi strategica - evitare ogni controllo sopranazionale sulle banche tedesche cosicché la verità non venga alla luce: quella degli assets tossici di cui le banche teutoniche sono strapiene, ponendo in pericolo costante tutto il sistema bancario mondiale e non solo europeo.


COMMENTI
20/11/2012 - commento (francesco taddei)

per sapelli la solitudine sta nel comando europeo germania-francia e quello mondiale negli usa. poi però non lamentiamoci se a nessuno gliene importa di ignavi come noi.