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GEOFINANZA/ Italia e Spagna nel "ciclone" dei derivati Usa

Pubblicazione:martedì 20 novembre 2012

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Detto fatto, ecco spiegato come la sola Wall Street sieda su circa 700 triliardi di esposizione ai derivati. Ovviamente, ogni soggetto di mercato sa che le sue controparti mentono sul valore delle loro securities e per questo la parte del leone in questi trading sui derivati la fa il cosiddetto collaterale, ovvero la garanzia in base alla quale se un soggetto va a zampe all’aria, la controparte del trading può rifarsi delle perdite subite grazie all’asset posto come collaterale. Sapete però qual è, oggi, il collaterale preferito per garantire quei 700 triliardi di derivati? Le obbligazioni sovrane. E il perché è chiaro e si rifà al concetto espresso all’inizio dell’articolo: il ruolo primario delle banche centrali sul mercato, sostanziatosi negli ultimi cinque anni in due priorità. Primo, garantire a banche ultra-esposte alla leva denaro fresco per le loro necessità di finanziamento immediate (vedi, ad esempio, i cicli di Qe della Fed o Ltro della Bce). Secondo, offrire alle banche la possibilità di scaricare collaterale di scarsa qualità, ottenendo in cambio denaro per comprarne di qualità superiore (vedi, ad esempio, l’Operation Twist della Fed).

Pensate al caso greco. Prima del secondo salvataggio, la Bce ha operato uno swap sulle sue detenzioni di obbligazioni sovrane greche, prendendone di nuove e senza subire un haircut, ovvero un taglio sul rendimento. Quindi, l’80% dei soldi formalmente stanziati per salvare Atene hanno invece salvato le banche che erano detentrici di obbligazioni elleniche. Basti pensare poi alle due operazioni Ltro di dicembre 2011 e febbraio 2012, con le quali la Bce ha permesso alle banche di tutta Europa di scaricare nel suo bilancio circa 1 triliardo di controvalore di bonds sovrani, ottenendo denaro fresco. Di più, con la sua scelta di non subire un haircut la Bce ha garantito lo status senior ai bonds greci, permettendo quindi alle banche di usare quella carta da parati a mani basse per ottenere denaro, senza dover generare nuovo collaterale nei loro portafogli di trading.

A questo e solo a questo sono serviti i salvataggi della Grecia: non a trovare una soluzione per l’economia ellenica, ma a garantire alle banche europee di poter utilizzare i bonds sovrani greci, di cui erano stracariche, per finanziarsi a costo praticamente zero. Questo, amici miei, utilizzando un mercato relativamente piccolo come quello sovrano greco, un totale di soli 300 miliardi di euro. Spagna e Italia, ad esempio, hanno un’esposizione debitoria verso l’esterno rispettivamente di 1,78 e 1,87 triliardi di euro. Quanto debito sovrano spagnolo e italiano è utilizzato come collaterale nel trading su derivati nel mercato statunitense? Non si sa, se non in base ai numeri alla Fausto Tonna che le banche offrono al pubblico.


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COMMENTI
21/11/2012 - Un grafico per favore (Vittorio Cionini)

Le analisi di Bottarelli sono sempre molto interessanti ma anche molto tecniche. Ho qualche difficoltà, e penso di non essere il solo, a comprendere alcuni passaggi logici. Forse qualche figurina non guasterebbe. Torte, diagrammi, frecce e "pallogrammi" (cerchi di dimensioni proporzionali alle cifre) aiuterebbero molto gli incompetenti come me. Comunque grazie Bottarelli per farci capire la situazione e provare brividi degni dei migliori film dell'orrore. Vittorio Cionini