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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Italia e Spagna nel "ciclone" dei derivati Usa

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Sappiamo però che le prime quattro banche di Wall Street fanno capo a un’esposizione sui derivati pari a 222 triliardi di dollari, a fronte di assets totali per soli 7 triliardi di dollari. Una leva di 1 a 31! Utilizziamo questa percentuale di esposizione sul totale nozionale di esposizione debitoria dei due Paesi e arriviamo a poter empiricamente dire che i bonds sovrani nostri e di Madrid potrebbero essere stati utilizzati come collaterale per trading su derivati superiori a 100 triliardi di dollari. Se saltasse un solo passaggio, come nel caso di MF Global, a causa di un default inaspettato che inneschi una mancanza di collaterale, cosa succederebbe all’intero sistema finanziario?

Ecco la battaglia che stanno combattendo le banche centrali. Altro che salvare Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna dalla bancarotta, bensì salvare il sistema dall’armageddon finanziario.

P.S. E tanto per capire quale sia la gravità della situazione con cui hanno a che fare Mario Draghi e Ben Bernanke, ecco l’aggiornamento delle sofferenze bancarie per gli istituti iberici. A settembre, il conto è salito di altri 3,5 miliardi rispetto ad agosto, raggiungendo quota 182,2 miliardi di euro. Questa cifra rappresenta il 10,71% di tutti i prestiti bancari spagnoli, un dato che messo in prospettiva e rispetto alla ratio sul Pil, equivale a 2,8 trilioni di dollari di prestiti statunitensi divenuti di fatto inesigibili. Auguroni ai banchieri centrali.

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COMMENTI
21/11/2012 - Un grafico per favore (Vittorio Cionini)

Le analisi di Bottarelli sono sempre molto interessanti ma anche molto tecniche. Ho qualche difficoltà, e penso di non essere il solo, a comprendere alcuni passaggi logici. Forse qualche figurina non guasterebbe. Torte, diagrammi, frecce e "pallogrammi" (cerchi di dimensioni proporzionali alle cifre) aiuterebbero molto gli incompetenti come me. Comunque grazie Bottarelli per farci capire la situazione e provare brividi degni dei migliori film dell'orrore. Vittorio Cionini