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Economia e Finanza

MOODY'S/ Francia declassata, "tolta la tripla A". Moscovici: colpa del governo precedente

L'agenzia di rating Moody's ha declassato la Francia togliendole la tirpla A e classificandola come AA1. Le reazioni del ministro dell'economia francese: colpa del governo precedente

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Francia declassata, tolta la tripla A: lo ha deciso l'implacabile agenzia di rating Moody's. Adesso i nostri vicini sono classificati AA1 con un outlook negativo. Il motivo? Colpa dello scenario finanziario incerto dei francesi, spiega Moody's in una nota ufficiale, e del deterioramento delle prospettive economiche. L'outlook negativo viene invece spiegato come il riflesso delle sfide strutturali del paese a fronte di "una sostenuta perdita di competitività". Prosegue Moody's: "La prevedibilità della resistenza della Francia a futuri shock dell'area euro è diminuita" mentre l'esposizione ai paesi periferici dell'Europa è proporzionalmente grande. I commenti da parte dei responsabili del governo francese sono arrivati immediatamente: per il ministro dell'economia Moscovici questa decisione dell'agenzia di rating è una sanzione alla precedente gestione del governo, quello presieduto dall'ex presidente Sarkozy. La sanzione è comunque un incitamento a mettere mano in fretta le riforme previste dal nuovo governo. Ma nonostante tutto, ha detto ancora il ministro, la valutazione del debito francese resta una delle migliori al mondo, prova di una economia definita solida con diversi punti di forza. "La qualità del credito francese resta elevata" ha detto ancora mentre i costi di finanziamento francesi restano bassi a livello di record. Moddy's non si è limitata a sanzionare la Francia ma ha espresso anche un commento negativo nei confronti delle banche italiane. I nostri istituti di credito si troverebbero ad agire in condizioni difficili con un ulteriore deterioramento della qualità degli aste e un accesso al mercato per i finanziamenti definito ristretto. Nel corso del 2012 questa situazione, spiega Moody's, si è solo peggiorata ed è destinata probabilmente a continuare. Per quanto riguarda i nostro pil, poi, secondo Moody's è destinato a contrarsi entro la fine dell'anno in corso fra il 2 e il 3% e nel 2013 resterà invariato o scenderà ancora dell'1%. Per Mmody's i motivo di questa situazione la recessione in corso: "Francia declassata, tolta la tripla A: lo ha deciso l'implacabile agenzia di rating Moody's. Adesso i nostri vicini sono classificati AA1 con un outlook negativo. Il motivo? Colpa dello scenario finanziario incerto dei francesi, spiega Moody's in una nota ufficiale, e del deterioramento delle prospettive economiche. L'outlook negativo viene invece spiegato come il riflesso delle sfide strutturali del paese a fronte di "una sostenuta perdita di competitività". Prosegue Moody's: "La prevedibilità della resistenza della Francia a futuri shock dell'area euro è diminuita" mentre l'esposizione ai paesi periferici dell'Europa è proporzionalmente grande. I commenti da parte dei responsabili del governo francese sono arrivati immediatamente: per il ministro dell'economia Moscovici questa decisione dell'agenzia di rating è una sanzione alla precedente gestione del governo, quello presieduto dall'ex presidente Sarkozy. La sanzione è comunque un incitamento a mettere mano in fretta le riforme previste dal nuovo governo. Ma nonostante tutto, ha detto ancora il ministro, la valutazione del debito francese resta una delle migliori al mondo, prova di una economia definita solida con diversi punti di forza. "La qualità del credito francese resta elevata" ha detto ancora mentre i costi di finanziamento francesi restano bassi a livello di record. Moddy's non si è limitata a sanzionare la Francia ma ha espresso anche un commento negativo nei confronti delle banche italiane. I nostri istituti di credito si troverebbero ad agire in condizioni difficili con un ulteriore deterioramento della qualità degli aste e un accesso al mercato per i finanziamenti definito ristretto. Nel corso del 2012 questa situazione, spiega Moody's, si è solo peggiorata ed è destinata probabilmente a continuare. Per quanto riguarda i nostro pil, poi, secondo Moody's è destinato a contrarsi entro la fine dell'anno in corso fra il 2 e il 3% e nel 2013 resterà invariato o scenderà ancora dell'1%".