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GIGANOMICS/ Redditest, redditometro, Svizzera: la guerra “impossibile” all’evasione di Befera e Monti

Su questo accordo qualcuno ha già espresso dei dubbi. Non sulla misura in sé, ma su quanto alla fine renderà davvero allo Stato. Non si conosce l'ammontare di questi capitali clandestini; si parla di 100, 150 miliardi di euro. Però c'è un problema. Dell'accordo per scovarli e tassarli si parla da più di un anno. Gli evasori più recidivi e sofisticati (cioè i pesci grossi), fiutato il vento, probabilmente hanno già traslocato in un altro paradiso dove sarà difficile rincorrerli. Quindi è bene non farsi troppe illusioni sul tesoretto che lo Stato italiano potrà portare a casa.

 

La guerra di Tabacci. Ieri sera a Ballarò, Bruno Tabacci, parlamentare di lungo corso, Assessore al Bilancio al Comune di Milano e candidato alle primarie del Pd, ha rispolverato uno dei temi che gli sono più cari: il primato della politica. Negli ultimi anni, ha detto in sostanza, la politica ha ceduto troppo spazio alla finanza, che è diventata il vero centro del potere. E' una situazione che non può continuare, il rapporto deve essere ribaltato: la politica deve tornare a esercitare il suo primato, come succede in ogni democrazia, e la finanza deve avere il ruolo di servizio all'economia. Sono parole da condividere. Si può, tuttavia, far notare a Tabacci che in Italia è stata la politica ad abdicare. Quando un Paese per decenni accumula debito pubblico fino ad arrivare alla cifra record di 2 mila miliardi, perde la sua sovranità. Ogni giorno deve andare sui mercati internazionali con il cappello in mano offrendo interessi sempre più onerosi per ottenere nuovo credito. Chi chiede soldi non ha molti poteri e deve accettare le regole di chi glieli dà. E' quello che sta succedendo all'Italia e alla politica italiana.

 

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