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Economia e Finanza

GIGANOMICS/ Redditest, redditometro, Svizzera: la guerra “impossibile” all’evasione di Befera e Monti

La rubrica Giganomics di GIANNI GAMBAROTTA prende oggi in esame il redditometro per accertare i redditi degli italiani, il possibile accordo fiscale con la Svizzera e Bruno Tabacci

Vignetta di Claudio CadeiVignetta di Claudio Cadei

Befera day.  E' la giornata di Attilio Befera. Il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate è riuscito finalmente a varare il suo redditometro, quella sorta di macchina della verità fiscale che permetterà a ogni contribuente di verificare se quanto dichiara al fisco è congruo rispetto al suo tenore di vita. Tenore di vita oggi accertabile molto più facilmente di un tempo grazie alla tracciabilità (taglio all'uso dei contanti) e all'abbattimento del segreto bancario deciso dal Governo di Mario Monti che ha fatto (concretamente e non solo con annunci) della lotta all'evasione un punto importante della sua azione. Questo redditometro è una specie di fai da te: ogni contribuente potrà vedere se lo scarto (o vogliamo dire spread, tanto per essere alla moda?) fra quanto dice di guadagnare e quanto in realtà porta a casa ogni anno è tale da far accendere una spia rossa e richiamare l'attenzione dell'Agenzia delle Entrate. Una volta fatta questa verifica, spetterà a lui decidere se adottare una condotta più virtuosa o continuare sulla cattiva strada, sapendo però che in questo secondo caso una visita dei Befera boys sarà molto probabile.

Quello che impressiona è la quantità di lavoro che aspetta l'agenzia e tutta la macchina addetta agli accertamenti. Secondo i dati comunicati dallo stesso Befera durante la presentazione del Redditest, ci sono attualmente 4,3 milioni di italiani che dichiarano redditi non coerenti con le spese sostenute.   E' una cifra impressionante, una piccola nazione. Ora, fare previsioni è sempre un mestiere difficile e nemmeno Befera e i suoi tecnici si azzardano a farlo. Però sarebbe importante sapere quanti di questo “popolo di infedeli” verosimilmente sarà sollecitato a convertirsi dalla paura del Redditest. Perché se il suo effetto sarà limitato, se gli evasori continueranno a nascondersi nel gruppo, così come fanno gli animali del branco sperando che l'attacco del predatore tocchi a un altro, allora il lavoro che Befera e i suoi dovranno affrontare si presenta quasi insostenibile. Fare 4,3 milioni di accertamenti è un'impresa titanica, secolare. Ma dei risultati della lotta agli evasori c'è bisogno subito.

Sulla via di Berna. Sempre in tema di lotta all'evasione, da giorni si parla di un'altra buona notizia che potrebbe arrivare dalla Svizzera: sembra che presto, addirittura entro la fine dell'anno, si potrà firmare il tanto atteso accordo fiscale fra Roma e Berna che consentirà di tassare i capitale italiani ancora clandestinamente custoditi nelle banche elvetiche e che non hanno usufruito dei quattro precedenti scudi. Questa volta il prezzo da pagare per sanare le posizioni e continuare a garantirsi l'anonimato sarà molto più alto che in passato, visto che si parla di un'aliquota fra il 25 e il 30 per cento.