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Economia e Finanza

IL CASO/ Ecco come l’Unione Europea vuole tagliare i fondi per i poveri

Di fronte ai possibili tagli al fondo europeo per assistere gli indigenti, dietro sollecitazione di MARIO MAURO i Parlamentari italiani delle delegazioni presenti hanno risposto con forza

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Di fronte alle proposte della Commissione europea per il prossimo quadro finanziario e ai possibili tagli al fondo europeo per assistere gli indigenti, dietro sollecitazione dell´onorevole Mario Mauro i Parlamentari italiani di tutte le delegazioni presenti al Parlamento europeo hanno risposto con forza, ribadendo il loro impegno per salvare questo importante strumento di sostegno per le persone più svantaggiate. “Bisogna innanzitutto sottolineare – spiega proprio Mario Mauro a IlSussidiario.net – che lo scenario europeo risulta essere sempre più determinante per la vita quotidiana e concreta delle persone”. Da parte di alcuni Stati, in particolar modo dalla Gran Bretagna, c’è la richiesta di operare un drastico taglio del bilancio dell’Unione Europa: “La verità – ci dice ancora Mario Mauro - è che i 140 miliardi del bilancio dell’UE non si aggiungono alla spesa pubblica sostenuta dai singoli Paesi, ma si tratta di un bilancio di sintesi che viene formulato per ottenere un effetto di moltiplicazione degli investimenti fatti dagli Stati. Detto questo, è ancora più assurda l’idea di operare un taglio del fondo per i diritti degli indigenti”. Sembra infatti che nel quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, la Commissione europea abbia proposto di stanziare un budget di 2.5 miliardi di euro per il periodo di sette anni (335 milioni di euro all’anno) per continuare a finanziare l'assistenza europea agli indigenti, operando di fatto un taglio del 30%. Fino a tutto il 2013, 18.9 milioni di persone potranno beneficiare del programma di distribuzione di derrate alimentari per gli indigenti: tutto ciò, quindi, mette in discussione l'obiettivo della strategia Europa 2020 di ridurre di 20 milioni il numero di persone a rischio di povertà, ha spiegato ancora Mauro. “Troviamo ottime ragioni per difendere le banche, per evitare che si scateni il panico e che cresca la sfiducia nel mondo del credito della piccola impresa, ma è incomprensibile che allo stesso tempo non aiutiamo chi muore di fame nell’Unione europea. Protestiamo quindi per un taglio drastico che va eccessivamente a pesare su milioni di persone”.