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REDDITOMETRO/ Befera (Agenzia Entrate): nella prima fase saremo cauti

Pubblicazione:mercoledì 21 novembre 2012

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E’ entrato in funzione il redditest, un software online che consentirà ai contribuenti italiani di verificare se tra i propri redditi dichiarati  e le spese sostenute, la discrepanza non sia alta al punto da far sospettare un caso di evasione. Il funzionamento è piuttosto intuitivo: il cittadino inserisce nel computer tutte i dati relativi alle proprie spese (sarà quindi fondamentale conservare scontrini e fatture) e, se tutto andrà bene, si accenderà una luce verde. Altrimenti, se il gap sarà eccessivo (con un margine di tolleranza del 20%) si accenderà una luce rossa. Ovviamente, il responso resta nelle mani dell’utente. I dati, a meno che un hacker non infesti il computer dell’utente che si avvale del redditest, sono ad uso e consumo casalingo. L’accendersi della luce rossa, tuttavia, farà comprendere al contribuente che nella sua dichiarazione c’è qualcosa che non quadra. E che l’Agenzia delle entrate potrebbe far scattare dei controlli. Il programma, quindi, consentirà di apportare tute le opportune correzioni. D’altro canto, lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrare, Attilio Befera, ci ha tenuto a far presente che il software è stato ideato non tanto per punire il cittadino, quanto per agevolarlo nei suoi adempimenti fiscali. «Il redditest non è uno strumento repressivo ma di aiuto e anonimo», ha dichiarato Befera ospite di Nove in Punto su Radio 24. «Si tratta di uno strumento – ha aggiunto - fortemente innovativo perché per la prima volta il fisco mette a disposizione uno strumento di autodiagnosi». Befera ci ha, inoltre tenuto a sottolineare che, nella prima fase, non sarà necessario tenere tutti gli scontrini. I margini di tolleranza saranno addirittura superiore al 20%. Perché lo scopo non è quello di colpire la piccola evasione, né quella grande, per la quale esistono altri strumenti, ma quella media.  «Ci sono o no 120 miliardi di evasione? Abbiamo o no un debito pubblico di 2.000 miliardi? Se non si vuole recuperare l'evasione me ne vado in pensione», ha aggiunto. In fase di accertamento, l’Agenzia delle entrate, che dispone del medesimo strumento, e che sarà applicato alla dichiarazione dei redditi dell’utente, sarà molto cauta. E ci saranno alcune garanzie. Anzitutto, sarà previsto un contradditorio laddove si ravvisi uno scostamento tra i dati forniti dall’utente e il suo tenore di vita.

 


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