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FINANZA/ I guai delle banche francesi fanno tremare l’Italia

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Guai anche per Bnp Paribas, la quale oltre a cercare di limitare l’esposizione verso i mercati più a rischio, in Italia deve fare i conti con la controllata Bnl, i cui prestiti sono doppi rispetto ai depositi e la quale ha ottenuto 5,2 miliardi di euro all’1% di interesse nella prima asta Ltro della Bce, mentre riguardo un eventuale utilizzo anche della seconda operazione di finanziamento Bnp Paribas non ha offerto dettagli. Certo, i dati resi noti il 6 novembre scorso ci dicono che Bnl ha registrato un aumento del 3,5% dei depositi e un calo degli impieghi in linea con il mercato, ma un eventuale shock sistemico non può essere arginato attraverso una strizzatina allo stato patrimoniale. Sempre Bnp Paribas, poi, in Italia opera attraverso il secondo soggetto di credito al consumo, Findomestic.

Insomma, come vedete il downgrade del rating francese ci interessa più di quanto possa sembrare. Per ora i mercati sono buoni e tranquilli, lo spread resta placido e si finge che tutto vada bene. Attenzione, però: l’ennesima fumata nera sugli aiuti alla Grecia, con un’altra settimana di discussioni e speculazioni di fronte a noi, prima che la Merkel si degni di aprire il portafoglio, potrebbe ingolosire qualche ribassista e riattivare i radar su una possibile rottura dell’area euro, quantomeno con l’addio di Atene. Il fatto poi che l’Economist sapesse del downgrade francese e lo abbia anticipato di quattro giorni attraverso la sua copertina, ci fa capire quali interessi siano in gioco e quale il sia il calibro dei protagonisti.



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