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FINANZA/ I guai delle banche francesi fanno tremare l’Italia

Pubblicazione:giovedì 22 novembre 2012

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Guardate il grafico a fondo pagina, parla più di mille articoli. Rappresenta l’esposizione all’Italia delle banche dei vari Paesi Ue, sia a livello di detenzione di debito pubblico, di investimento nel settore bancario e in quello privato non bancario alla fine di marzo 2011. Di quella somma totale, 97,6 miliardi di euro erano nel settore pubblico - ovvero titoli di Stato -, 41,8 miliardi l’esposizione verso le banche e 253,2 miliardi verso privati non bancari.

Ora, Bnp Paribas, Credit Agricole e Societe Generale dalla metà del 2011 a oggi hanno già tagliato del 44% le loro detenzioni combinate di debito sovrano italiano (contro il 79% di quello spagnolo), per un totale di circa 8,3 miliardi di euro, ma questo non basta ancora visto che restano 37,6 miliardi di euro di debito italiano in capo a Parigi. E allora ecco che arriva il taglio del finanziamento per le operazioni in area euro al di fuori della Francia, ma resta un dato: a differenza di quanto accade verso le controparti spagnole, alla fine del 2011 le banche francesi avevano ancora prestiti in atto verso soggetti italiani per circa 300 miliardi di euro, contro i soli 95 miliardi verso borrowers spagnoli.

Capite che il downgrade del rating francese da parte di Moody’s, a questo punto, va preso sul serio, basti leggere la cifra espressa in miliardi di euro. E non perché siano serie le agenzie di rating e le loro valutazioni (cantonate di vario ordine e grado degli ultimi cinque anni sono lì a dimostrarlo), ma perché implica due cose: primo, gli Usa sono scesi in guerra finanziaria per tutelare il dollar standard. Secondo, ora le banche francesi faranno di tutto per scaricare l’esposizione ai paesi periferici, una delle tre motivazioni del downgrade, e quindi anche quella monstre che hanno ancora nei confronti del nostro Paese.

D’altronde, l’operazione è già cominciata, ma ora si rischia davvero lo scossone sistemico per il nostro Paese, per mesi dato in pericolo a causa del potenziale contagio spagnolo e ora davvero in allarme per il deleveraging transalpino. È di poche settimane fa l’ufficializzazione da parte di Crédit Agricole della chiusura della sua geniale e fruttuosa esperienza greca, cedendo la controllata Emporiki ad Alpha Bank. Il gruppo francese ha finalizzato l’accordo per la cessione dell’istituto ellenico con l’obiettivo di completare l’operazione entro il 31 dicembre 2012, una volta ottenuto il via libera delle authority competenti. La transazione, deliberata dal board di Crédit Agricole nei giorni scorsi, ha già ricevuto l’ok del cda di Alpha Bank e dal Fondo ellenico di stabilità finanziaria. L’operazione, si legge in una nota, impatterà negativamente per circa 2 miliardi sul terzo trimestre dell’istituto francese. Come già annunciato, la cessione - che avviene al valore simbolico di un euro - comporterà la ricapitalizzazione di Emporiki da parte di Agricole per 2,85 miliardi di euro (2,3 miliardi già versati a luglio) e la sottoscrizione di bond convertibili Alpha Bank per 150 milioni. Evvai, veri e propri geni!

 


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