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BILANCIO UE/ Vertice definitivamente rinviato a gennaio per evitare la spaccatura con Londra

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Il presidente permanente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy (Infophoto)  Il presidente permanente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy (Infophoto)

Non c'è accordo fra i leader europei sul bilancio Ue. I leader dei 27 che avevano deciso il aggiornamento della riunione dopo mezzogiorno, in seguito ad una nottata fitta di discussioni sul bilancio per il periodo di 2012-2014. Il vertice, però, non è ripreso e la discussione sarà ripresa in seduta di consiglio Europeo fra gennaio e febbraio. Un aggiornamento dilazionato nel tempo che trova motivo nelle posizioni troppo distanti dei leader: da una parte, la Gran Bretagna e i sostenitori della linea del rigore e, dall'altra i leader dei paesi mediterranei che giudicano le richieste del Presidente del Consiglio Van Rompuy troppo rigide. Eppure, proprio Van Rompuy aveva preparato una nuova bozza di modifica al bilancio da presentare durante la seduta pomeridiana che, però, non è mai stata aperta. Il presidente del Consiglio Ue ha mantenuto tagli di circa 80 miliardi di euro rispetto al testo della Commissione Ue che prevede un bilancio di 1091 miliardi di euro. Van Rompuy non ha quindi aumentato i tagli come richiesto da diversi paesi del Nord Europa, e in particolare da Gran Bretagna e Germania, ma paventato da altri tra cui Italia, Francia e Polonia. In favore di questi ultimi, il nuovo testo prevede un leggero incremento dei fondi per coesione stimati in 11 miliardi in più e agricoltura che si aggirerebbero intorno agli 8 miliardi in più, come richiesto anche da Roma. Al termine dell'incontro intorno all'1,30 del mattino, il presidente del Consiglio Mario Monti ha notato con favore questi “segnali di attenzione” sui due capitoli più cari all'Italia ma ha comunque sottolineare che “l'Italia voterebbe contro” una proposta considerata non accettabile, esercitando di fatto il suo potere di veto. Fonti diplomatiche italiane fanno sapere che il riavvio della discussione è saltato per evitare la rottura fra i Paesi membri, arroccati su posizioni opposte. Insomma, meglio il rinvio che la definitiva rottura, dicono fonti del governo di Roma, e non correre il rischio di arrivare ad un accordo dei ventisette senza la Gran Bretagna che per ora non sembra intenzionata a cedere per nessun motivo. Fonti diplomatiche spiegano che la stessa Merkel avrebbe una linea meno dura di quella di Gran Bretagna, Svezia e Olanda. 


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