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GIGANOMICS/ Una montagna di poltrone per Mastrapasqua e un Monte di guai per Profumo & Unicredit

Pubblicazione:venerdì 23 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 23 novembre 2012, 12.33

Un Monte di guai per Profumo. La Procura della Repubblica di Acqui ha aperto un’indagine su alcuni dirigenti di Unicredit per una vicenda di prodotti derivati fatti sottoscrivere al Comune della città piemontese nel 2004. L’inchiesta è la fotocopia di quella che, tre anni fa, ha coinvolto quattro banche internazionali (ma non l’Unicredit) sempre per operazioni sui derivati fatte con il Comune di Milano. Nel 2004 amministratore delegato di Unicredit era Alessandro Profumo, lo stesso signore sotto indagine della magistratura milanese per una frode fiscale da 245 milioni di euro, risalente ancora all’epoca in cui guidava Unicredit che ha lasciato nel 2010. Nel giugno di quest’anno Profumo, con tutti gli onori, è stato nominato presidente del Monte dei Paschi di Siena, la più inguaiata banca italiana, saldamente controllata dagli enti locali, da sempre di area Pd. La presidente del partito, Rosi Bindi, ha festeggiato la nomina dichiarando di ritenere Profumo un ottimo banchiere. I problemi giudiziari al Pd non sempre interessano.

 

Che bravi lobbisti. I lobbisti delle banche sono riusciti a far modificare la legge: i prodotti derivati sono stati tolti dalla base imponibile, facendo crollare l’ipotesi di gettito della tassa sulle transazioni finanziarie. Bravi. Adesso qualcun altro dovrà tirar fuori quei soldi al posto dei banchieri.

 

I Lander e gli evasori. Si aspetta la decisione della Camera dei Lander (a maggioranza socialdemocratica) sull’accordo Berlino-Berna sulla tassazione dei capitali tedeschi illegalmente nascosti in Svizzera. Sebbene preveda una penale molto alta per la regolarizzazione, il trattato non piace ai socialdemocratici perché lo ritengono comunque un regalo agli evasori fiscali. Se avranno successo nella loro opposizione, salterà. Ci saranno inevitabili riflessi sul trattato analogo che Roma e Berna hanno in discussione e si dice sia in dirittura d’arrivo.

 

La Sea cambia Ipo. La quotazione in Borsa della Sea, o Ipo (Initial public offering) è stata modificata. Si richiesta della Consob, e in seguito alle critiche sollevate dall’operazione, sono stati cambiati alcuni punti del prospetto di offerta. Segno che quello di prima non andava. Come Giganomics aveva scritto.

 

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