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FINANZA/ L’Europa dei banchieri "colonizza" anche l’Italia

Pubblicazione:martedì 27 novembre 2012

Dopo aver controllato che Flavio Tosi non fosse passato nelle file dell’Udc, mi sono chiesto: ma come, un leghista che difende le banche e non gli imprenditori strozzati da Equitalia? Al netto del fatto che il debito sia oggettivamente alto e la spesa pubblica vada fatta dimagrire nettamente, anche per poter abbassare le tasse, come si fa a difendere l’operato delle banche post-Ltro della Bce? Primo, il debito in Italia è storicamente alto e abbiamo toccato rendimenti del decennale ben più alti di quelli emergenziali di qualche mese fa, eppure il Paese cresceva - seppur poco - e non è mai andato in default. Il nostro, infatti, è un debito alto ma sedimentato, in parole povere spaventa i mercati molto ma molto meno di altri, altrimenti il Giappone non dovrebbe nemmeno più esistere.

Secondo, caro Tosi le dico un segreto, ma, per favore, lo tenga per sé: le banche ci hanno guadagnato da quell’operazione che lei quasi denunciava come uno strozzinaggio di Bankitalia contro la loro indipendenza operativa. Le care banche del Bel Paese, infatti, hanno preso soldi dalla Bce all’1% e hanno comprato titoli di Stato che pagavano all’epoca un rendimento del 5,5%: un bel 4,5% di guadagno non è male, vero Tosi? In gergo finanziario risponde al nome esotico di carry trade, è legale e fa la gioia di chi lo compie. Quindi, non c’è proprio da ringraziare le banche come salvatrici del Paese, visto che hanno fatto i Garibaldi con la camicia rossa altrui. Terzo, non è vero che se non fossero entrate in gioco le banche i mercati ci avrebbero chiuso le porte del finanziamento. E il perché nel grafico qui sotto: se va in default l’Italia, si sfonda l’Europa e il sistema bancario francese crolla in due ore. Ed essendo il valore di quel sistema doppio del Pil francese, chi salva le banche d’Oltralpe?

 

 

In caso di spread ancora in rialzo, ci avrebbe pensato la Bce, come farà a inizio anno nuovo con la Spagna: d’altronde, è la Bce che ha salvato il nostro debito, al limite, non le banche o il governo tecnico, inondando i soggetti di mercato con denaro a costo zero per stabilizzare il mercato secondario, senza violare così il mandato dell’Eurotower, altrimenti i falchi della Bundesbank rompono l’anima. Quarto, nelle due aste Ltro di dicembre e febbraio scorsi, le banche italiane hanno ricevuto complessivamente circa 249 miliardi del triliardo totale messo a disposizione dall’Eurotower e, conti dello scorso aprile alla mano, ne avevano spesi per comprare debito italiano poco più di 100. Ne ballano quasi 150, caro Tosi e sa dove sono finiti? Parcheggiati nei depositi overnight della Bce, pagando lo 0,75% di interesse, per tenerli al caldo come riserva per le scadenze obbligazionarie future e per fare lifting ai conti in vista di Basilea III.


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