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FINANZA/ L’Europa dei banchieri "colonizza" anche l’Italia

Pubblicazione:martedì 27 novembre 2012

Flavio Tosi (Infophoto) Flavio Tosi (Infophoto)

Sono sincero: non mi interessa nulla delle primarie del centrosinistra e non per alterigia. Scusate, ma non riesco ad appassionarmi alla scelta di chi sarà l’uomo che pronuncerà il “prego, si accomodi” a Mario Monti dopo il voto del prossimo marzo per una nuova legislazione tecnico-austera. Inutile prendersi in giro, i mercati vogliono Monti e la sua agenda e si sa come finiscono i paesi che osano sfidare certi poteri (Davide Serra, il finanziere che sostiene Matteo Renzi dalla City, dubito potrà creare un argine di garanzia alle necessità di poteri forti davvero, non di hedge funds).

La notizia politica del weekend, infatti, a mio avviso è un’altra: ovvero, il flop elettorale del CiU, gli indipendentisti moderati catalani, i quali hanno sì ottenuto la maggioranza, ma non quella straripante risposta di popolo necessaria per dare il via alla fase finale del progetto sovranista. CiU ha infatti ottenuto solo 50 seggi, contro i 68 necessari per una maggioranza assoluta, tanto che il premier Mariano Rajoy non ha perso occasione per definire il risultato una “bofetada” (uno schiaffone) per il leader catalanista, Artur Mas.

I catalani non vogliono più l’addio a Madrid? Non lo so, io temo che l’apparato politico-mediatico-finanziario globale sia riuscito nella sua operazione più difficile e importante, terrorizzare la gente, controllare i popoli con la paura del futuro, del “salto nel buio”, rendendo così possibile l’esperimento di by-pass della democrazia vissuto dall’Italia o il ridimensionamento dello spirito indipendentista di un popolo come quello catalano.

Chi però ha colto dei mutamenti sullo scacchiere è Nouriel Roubini, al secolo Mr. Doom, l’uomo che vide e previde la crisi del 2008. Ecco il suo tweet di ieri mattina: “Catxit, Basqxit, Scotxit, Brixit, Valloxit, Flemxit, Finxit may follow Grexit? Europe of Regions rather than Europe of Nation States?”. Penso abbiate capito il senso, cioè non si starà creando una frattura tra Stati nazione, sempre più in mano a poteri eterodiretti e non democraticamente eletti e la volontà dei popoli per un’Europa delle Regioni? Non è cosa da poco, visto anche il background di Roubini. Destabilizzazione o presa d’atto di un’Europa non più a misura di popolo ma di oligarchie? Una cosa è certa: il rischio colonizzazione permanente è dietro l’angolo.

Nel mio articolo di venerdì ho dedicato il P.S. finale alla situazione argentina, alla luce della sentenza della Corte distrettuale di New York che ha respinto l’appello del governo argentino e dato ragione a un consorzio di hedge funds capitanato da NML Capital - parte dell’aggressivissimo vulture fund Elliott Associates che negli anni Novanta trasportò di fronte ai giudici il Perù e guadagnò il 400% dalle sue detenzioni obbligazionarie - che si rifiutarono di aderire alla ristrutturazione dei debiti del Paese nel 2001. Quindi, Buenos Aires dovrà pagare 1,3 miliardi di dollari entro il 15 dicembre, che la cosa gli piaccia o meno.


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