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OCSE/ Una nuova manovra nel 2014? Il ministro dell'economia Grilli dice di no

Secondo l'Ocse, per l'Italia potrebbe essere necessaria una nuova manovra economica nel 2014. Ma il ministro dell'economia Vittorio Grilli dice che non è necessaria

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Nuova manovra economica in vista per l'Italia nel 2014. E quanto sostiene l'Ocse: sarà necessaria per risanare i conti pubblici del nostro paese che non vanne per niente bene. Sempre secondo l'organizzazione internazionale infatti il rapporto tra debito pubblico e pil è destinato a crescere nei prossimi due anni. I consumi invece già fanno registrare il calo più forte che si sia mai registrato in Italia dai tempi della Seconda guerra mondiale. Una notizia quest'ultima che già si sapeva e che la dice lunga dello stato disastroso della nostra economia. Tutto questo nonostante la stessa Ocse sostenga che nei prossimi due anni l'Italia riuscirà a stabilizzare quello che è l'obbiettivo di un equilibro strutturale. Non basterà però, viene detto, a fermare l'aumento di deficit e e debito pubblico che continueranno invece ad aumentare. Proprio per questo potrebbe rendersi necessaria "un'ulteriore stretta dei conti pubblici per intraprendere il cammino di riduzione del debito come previsto". Secondo l'Ocse le stime per il debito pubblico italiano sono le seguenti: al 127% nel 2012, al 129,6% nel 2013 e al 131,4% nel 2014. Un quadro che è tale anche per il pessimo andamento della nostra economia dal punto di vista generale. Le misure di austerità pensate dal governo Monti infatti hanno indebolito la domanda interna, con il calo massiccio dei consumi. La crescita nel breve termine viene definir modesta "con l'area euro in recessione - o vicina alla recessione - fino al 2013 inoltrato". Ma secondo il ministro dell'economia Grilli che ha commentato queste dichiarazioni, la manovra invece non dovrebbe essere necessaria. Questo perché, ha spiegato, "come emerge dai nostri scenari, è chiaro che noi avremo un bilancio in pareggio anche nel 2014". Non è solo l'Italia a trovarsi in questa condizione. Infatti secondo l'Ocse la situazione è più o meno la stessa per tutti i paesi industrializzati le cui stime vengono riviste al ribasso. Per l'eurozona le stime puntano a un calo del Pil di -0,4% nel 2012 (da -0,1%), -0,1% nel 2013 (da +0,9%) e di un incremento dell'1,3% nel 2014. Gli Usa dovrebbero invece passare dal +2,2% di quest'anno al +2% del prossimo per riprendersi a +2,8% nel 2014. Riviste al ribasso quindi anche le stime per i big emergenti. Situazione che tocca poi anche un paese come la Cina la cui stima dell'8,2% segnalata sei mesi viene rivista al 7,5% nel 2013 e quella del 2014 all'8,9%.