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SANITA' A RISCHIO/ Sirchia: la sparata di Monti crea solo allarme sociale e rabbia

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Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità (InfoPhoto)  Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità (InfoPhoto)

Quando un ospedale è troppo piccolo non ha attrezzature, oppure non ha gente capace di utilizzarle in modo appropriato. È evidente che la popolazione è a rischio. Ci vuole allora un riordino di questo sistema ospedaliero, e si può fare con le Regioni. Noi poi abbiamo quella che personalmente considero una iattura, e cioè la sovranità regionale sul sistema sanitario, che ha generato diseguaglianze e iniquità di ogni tipo.  

Ci sono anche casi virtuosi, però. Con le Regioni comunque va fatta un'azione concordata perché questi ospedali vengano ricollocati o comunque ridisegnati, assumendo per i piccoli l'assistenza locale soprattutto per gli anziani e le patologie non complesse, mentre quelli di riferimento dovrebbero essere dediti ad altre specialità ed essere centri esclusivi per le patologie complesse. Sono azioni che possono far risparmiare un sacco di soldi. Questo però vuol dire che il ministero lavori con le Regioni e con gente che capisca di sanità, faccia interventi sensati non demolendo ma migliorando il servizio sanitario, che è un motore economico di sviluppo e un bene sovrano per gli italiani.

Monti ha parlato di ricerca di nuove forme di finanziamento: secondo lei, a cosa alludeIntende le assicurazioni di tipo privatistico, che possono anche avere un ruolo, ma si sa che per la legge italiana tale ruolo è complementare e non sostitutivo. L'assicurazione privata non deve sostituire il servizio sanitario ma affiancarsi per quelle prestazioni che il servizio sanitario non può dare o può dare in parte. La copertura della cronicità, ad esempio, che ormai sta diventando fatto serio: i cronici non hanno trattamento integrato tra il sociale e il sanitario adeguato per cui abbiamo i pazienti cronici trattati meno bene di quanto dovrebbero. In tali casi per vecchiaia e cronicità vanno dunque pensate forme di assicurazione a condizione che siano controllate e non facciano selezione dei pazienti.

Ci sono pericoli? È una materia molto complicata, ci vogliono patologie uniformi, vigilati fortemente dallo Stato, altrimenti diventa un sistema che non eroga i servizi promessi. Ci vuole grande cautela, ma questa cosa si può fare. Attenzione però a non fare le cose alla carlona, altrimenti si rischia di truffare la gente.

Secondo lei, che ruolo può avere la sanità privata? Si potrebbe favorire un sistema di accreditamento per cui i soldi spesi per la sanità pubblica finiscano in strutture private, magari non profit, con risultati migliori? La sanità privata o pubblica non è il problema: il problema è se una sanità è buona o non buona. L'accreditamento è uno strumento che le Regioni hanno per decidere quali strutture pubbliche o private debbano essere finanziate, quindi lavorare per il servizio sanitario o no. Questo strumento non è mai stato usato bene e sarebbe ora che venisse usato con questo fine, cioè di migliorare la qualità e non di fare favori a questo o quello.



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COMMENTI
28/11/2012 - Il SSN e il "benaltrismo" italico. (Vito Patella)

Per chi vive la vita della gente ordinaria, e non quella di Candide del "migliore dei mondi possibile", il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) c'é quando non serve, e non c'é quando serve:al riguardo, basta fare un salto a un Pronto Soccorso di un qualsiasi Ospedale, e lì si trova la risposta. Il SSN é stato concepito negli anni 60 del secolo scorso, quando il PIL dell'Italia cresceva del 6-7% l'anno;approvato negli 70 (1978, con crescita del 4%; e andato a regime negli anni 80, con crescita del 2%-3%. Adesso, a quei numeri bisogna premettere il segno "meno" (-3% il PIL nel 2012!). Ci vuole un'altra forma di finanziamento, ma soprattutto un'altra forma di utilizzazione delle risorse, con , ad esempio, un maggiore controllo dello Stato sulle spese delle Regioni. Monti non doveva toccare un altro feticcio dello Stato Sociale "faraonico" che c'é in Italia? Può darsi. Ma perché nessun altro l'ha detto finora? Siamo al solito ritornello italico del "benaltrismo"? Che cioé, di fronte a chiunque sollevi un problema, il benpensante risponde sempre : "Ci vuole ben altro!". Ma questo "altro", cos'é?

 
28/11/2012 - La lobby delle assicurazioni preme (Marcello Bianchi)

...e il loro uomo prepara il terreno, prima con annunci, per rendere meno indigesta la fregatura da qui a qualche tempo.

 
28/11/2012 - SANITA' A RISCHIO/ Sirchia (alberto servi)

il dramma è antico. Per creare un servizio adeguato c'è bisogno di persone capaci. La cosa pubblica è in altri mani. Con la scomparsa della cultura del merito, accettata da tutti, sono emersi personaggi digiuni dei problemi che dovrebbero essere affrontati. Ci vogliono soggetti con capacità imprenditoriali e non delle nullità che solo perchè eletti nelle liste elettorali operano per il solo credito personale ingigantendo inefficienze, spesa pubblica, il debito e il PIL.