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SANITA' A RISCHIO/ Sirchia: la sparata di Monti crea solo allarme sociale e rabbia

Mario Monti lancia un allarme sul servizio sanitario nazionale: potremmo non essere in grado di sostenerlo. Risponde l'ex ministro GIROLAMO SIRCHIA: dichiarazione imprudente

Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità (InfoPhoto) Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità (InfoPhoto)

Servizio sanitario nazionale a rischio, potremmo non essere in grado di garantirlo. Una dichiarazione, quella fatta dal capo del governo Mario Monti durante l'inaugurazione di una struttura sanitaria siciliana, che indubbiamente provoca inquietudine. Lo sottolinea anche l'ex ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, intervistato da Ilsussidiario.net: "Non credo che una persona prudente, il capo di un governo, possa fare una esternazione di questo tipo, generando allarme sociale e rabbia". La rabbia, dice Sirchia, "di vedere che si va a incidere su un servizio sanitario nazionale che pesa sul Pil per solo il 7%, a fronte di sprechi vergognosi che continuano senza sosta. Il governo dovrebbe invece incaricare il suo ministro della Salute di prendere provvedimenti più intelligenti di quelli che ha preso finora".

Una dichiarazione, quella di Mario Monti, che spaventa un po', è d'accordo?Sono molto d'accordo: non credo che una persona prudente possa fare una esternazione di questo tipo che genera due tipi di reazioni secondo me.

Quali reazioni? La prima è l'allarme sociale, perché è evidente che i cittadini, soprattutto alcune categorie di cittadini, davanti a parole come queste si sentono perduti. La seconda è la rabbia di vedere che si va a incidere sul servizio sanitario nazionale che, va detto, in Italia non raggiunge il 7% del Pil, percentuale tra le più basse del mondo occidentale. A fronte invece di sprechi vergognosi che continuano imperterriti senza nemmeno più il senso della vergogna. Questo genera una rabbia molto pericolosa, perché già di rabbia ce n'è tanta, ad esempio per tutte le tasse che sono arrivate solo per alcuni mentre altri continuano imperterriti a fregarsene...

Dichiarazioni di questo tipo non fanno dunque che aggiungere benzina sul fuoco... Ripeto: mi meraviglio che un presidente del Consiglio possa fare una dichiarazione del genere. Io al suo posto avrei richiamato il ministro della Salute a prendere dei provvedimenti più intelligenti di quelli che ha adottato finora, e a rispettare il bene per tutta la popolazione italiana che è il servizio sanitario nazionale. Servizio che dovrebbe essere migliorato. Godere cioè di investimenti migliori, invece che essere decurtato come stanno facendo ora. Questa è una cosa vergognosa. 

Potrebbero bastare dei tagli come quelli previsti dalla spending review, tipo quelli per gli ospedali nei comuni più piccoli, per mettere ordine? Questi sono provvedimenti, non misure. Chiariamo alcune cose. Nella sanità italiana esiste un 30% di sprechi, questo è stato calcolato già da tempo e non da me, ci sono documenti che lo dimostrano. Per togliere questi sprechi, perché è lì che bisogna incidere, bisogna fare una vera manovra, non singoli interventi. Occorre una serie complessa di interventi che possano incidere su questa "non qualità": va fatta una azione correttiva. Per risponderle nel concreto, è chiaro che ci sono ospedali inutili, anzi, non solo inutili ma anche dannosi. 

In che senso? 


COMMENTI
28/11/2012 - Il SSN e il "benaltrismo" italico. (Vito Patella)

Per chi vive la vita della gente ordinaria, e non quella di Candide del "migliore dei mondi possibile", il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) c'é quando non serve, e non c'é quando serve:al riguardo, basta fare un salto a un Pronto Soccorso di un qualsiasi Ospedale, e lì si trova la risposta. Il SSN é stato concepito negli anni 60 del secolo scorso, quando il PIL dell'Italia cresceva del 6-7% l'anno;approvato negli 70 (1978, con crescita del 4%; e andato a regime negli anni 80, con crescita del 2%-3%. Adesso, a quei numeri bisogna premettere il segno "meno" (-3% il PIL nel 2012!). Ci vuole un'altra forma di finanziamento, ma soprattutto un'altra forma di utilizzazione delle risorse, con , ad esempio, un maggiore controllo dello Stato sulle spese delle Regioni. Monti non doveva toccare un altro feticcio dello Stato Sociale "faraonico" che c'é in Italia? Può darsi. Ma perché nessun altro l'ha detto finora? Siamo al solito ritornello italico del "benaltrismo"? Che cioé, di fronte a chiunque sollevi un problema, il benpensante risponde sempre : "Ci vuole ben altro!". Ma questo "altro", cos'é?

 
28/11/2012 - La lobby delle assicurazioni preme (Marcello Bianchi)

...e il loro uomo prepara il terreno, prima con annunci, per rendere meno indigesta la fregatura da qui a qualche tempo.

 
28/11/2012 - SANITA' A RISCHIO/ Sirchia (alberto servi)

il dramma è antico. Per creare un servizio adeguato c'è bisogno di persone capaci. La cosa pubblica è in altri mani. Con la scomparsa della cultura del merito, accettata da tutti, sono emersi personaggi digiuni dei problemi che dovrebbero essere affrontati. Ci vogliono soggetti con capacità imprenditoriali e non delle nullità che solo perchè eletti nelle liste elettorali operano per il solo credito personale ingigantendo inefficienze, spesa pubblica, il debito e il PIL.