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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Morsi-Usa, "un’alleanza" per fare affari in Egitto

Mohammed Morsi (Infophoto)Mohammed Morsi (Infophoto)

Fanno parte della prima categoria, senza dubbio, le aziende statunitensi che l’8 settembre scorso sono giunte in Egitto accompagnate da funzionari governativi Usa di alto profilo per gettare le basi di futuri investimenti e ingraziarsi il nuovo governo. Non parliamo di qualche funzionarietto di livello intermedio, ma di dirigenti del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca, accompagnati dai manager di un dozzina di aziende Usa quotate tra le blue-chip a Wall Street, intenti a incontrare le loro controparti egiziane in quella che è stata descritta come la delegazione d’affari più imponente giunta in Egitto dalla proclamazione del nuovo governo.

«Guardiamo all’Egitto come un partner fondamentale nella regione», ha dichiarato dal Cairo Michael Froman, funzionario dell’Amministrazione Obama, la quale oltre a partecipare con 1,3 miliardi di dollari al prestito da 4,8 del Fmi, ha promesso 1 miliardo di sgravio del debito e 400 milioni di dollari di investimento per finanziare nuove piccole e medie imprese attraverso la Overseas Private Investment Corporation. Di più, attraverso UsAis, gli Stati Uniti forniranno tecnologia per centri di analisi e raccolta dati, amplieranno l’aeroporto del Cairo e miglioreranno la capacità nazionali di operare transazioni online. «Vi vogliamo qui, per investire e fare profitti», ha detto il ministro dell’Industria, Qandil, ai rappresentanti di industrie come Dow, ExxonMobil, Marriott, MetLife e Coca Cola.

Saranno anche Fratelli Musulmani, ma parlano come capitalisti a tutto tondo. Buon per loro e per gli Usa, che sanno come sfruttare le occasioni che si creano dando vita alle varie primavere in giro per il mondo, non come noi europei, dormienti idealisti dal cuore tenero. Non scomodate, però, la democrazia dal basso e twitter. È solo, soltanto, benedetto business.

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COMMENTI
29/11/2012 - GEOFINANZA/ MORSI USA (delfini paolo)

Sono assolutamente d'accordo con Mauro Bottarelli, ai sostenitori del nuovo ordine mondiale dei popoli non glie ne po' frega de meno, il problema e' quello di creare le condizioni per le "riforme strutturali" per poter "attirare investitori esteri", che guarda caso al fondo sono sempre gli stessi.E' cosi in Italia, Grecia, Spagna,Portogallo, Irlanda adesso anche in Francia, e drammaticamente ancora di piu' in paesi come l'Egitto.