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FINANZA/ 1. Monti, la medicina amara e il petrolio della Grecia

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Ovviamente, al popolo greco di tutte queste ricchezze naturali non toccherà nulla. Loro continueranno a essere indebitati, perennemente indebitati, alla continua affannosa ricerca di una crescita, sempre in vista, sempre promessa, il prossimo anno; no, tra sei mesi. Anzi è dietro l’angolo, anzi è “dentro di noi”. Sarà bene prendere le misure di quanto sta accadendo, poiché quello che stanno passando la Grecia e la Spagna è quello che toccherà prossimamente pure a noi. Già ci stanno riducendo alla fame, gli illuminati tecnici che non azzeccano una previsione e neppure una ricetta.

Come ha chiarito brillantemente un recente articolo di Ugo Arrigo su queste pagine, le tasse sono ormai diventate un esproprio: e non si tratta di un giudizio, ma di una realtà certificata dai numeri: negli ultimi anni il Pil non sommerso è cresciuto di 120 miliardi circa, ma le tasse sono cresciute di 140 miliardi circa. In queste condizioni, si domanda giustamente Arrigo, perché sacrificarsi e impegnarsi per crescere di più? Con questa politica economica criminale, il governo farà scappare le migliori risorse, quelle che potrebbero far crescere davvero il Paese, mentre gli altri rimarranno qui a subire un impoverimento progressivo.

Ma questo è il progetto, non quello che accadrà. Come già detto, sono convinto che Satana faccia le pentole, ma sia “impedito” da una Superiore Provvidenza a fare i coperchi. C’è tutto un mondo dell’associazionismo in Italia che si sta muovendo. Si rendono conto di non avere più sponde da parte del mondo politico e allora si stanno muovendo indipendentemente da esso (come testimoniato anche dal fenomeno dell’astensionismo alle recenti elezioni siciliane). Come ho già citato più volte, “un punto di svolta decisivo in quella storia più antica (la caduta dell’impero romano) si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium... Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta, dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta... Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. E se la tradizione delle virtù è stata in grado di sopravvivere agli orrori dell’ultima età oscura, non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza… Questa volta, però, i barbari non aspettano al di là delle frontiere: ci hanno governato per parecchio tempo. Ed è la nostra consapevolezza di questo fatto a costituire parte delle nostre difficoltà. Stiamo aspettando: non Godot, ma un altro San Benedetto, senza dubbio molto diverso” (Alasdair MacIntyre, “Dopo la virtù” pag. 314, 1981).

La crescita è già in atto, la crescita è già un presente (oppure non c’è, non c’è oggi e non ci sarà nel futuro, tertium non datur), la crescita è già la fuori da qualche parte, come un virus che si diffonde nel tessuto associativo di questo meraviglioso Paese. Ai bei tempi andati, con chi diceva che “la crescita è dentro di noi” si sarebbe usato un esorcismo. Che in fondo è un sacramentale, cioè una preghiera. Rimbocchiamoci dunque le mani, ma con una preghiera nel cuore.

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COMMENTI
03/11/2012 - finanza (delfini paolo)

Quello che i vari MOnti, Draghi,Merkel ecc, non vogliono capire e' che aumenta il numero di cittadini che sono contrari all'euro, altro che "scelta irreversibile"!