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IMU/ Toccafondi (Pdl): il non profit è salvo, ora non dovrà più pagare

Pubblicazione:domenica 4 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 8 novembre 2012, 20.14

Una mensa dei poveri (InfoPhoto) Una mensa dei poveri (InfoPhoto)

Con la norma del Governo rischiavano di pagare tutte le realtà che svolgevano “attività commerciali”, mentre adesso a pagare saranno le “attività lucrative, cioè con finalità di lucro”. In pratica con la prima scrittura pagavano l'Imu le mense dei poveri, la rimessa delle ambulanze, il centro di recupero per tossicodipendenti, la casa accoglienza per ragazze madri e così via. Con la nuova formulazione e con i dovuti controlli queste realtà non pagheranno l'imposta e chi si nascondeva dietro interpretazioni della norma risultando non profit mentre faceva pura attività imprenditoriale non avrà più scuse interpretative di alcun genere, e dovrà pagare come chi svolge attività regolari.

 

Che cosa sarebbe successo invece con la precedente formulazione della norma?

 

Con la formulazione iniziale per l'esenzione di “attività commerciale” a pagare sarebbero state tutte le realtà che svolgevano attività commerciale ovvero che avevano una convenzione, un contratto, un'utenza, una retta anche minima. Tutte le realtà no profit, onlus, ma anche del volontariato fanno in qualche misura attività commerciale: hanno contratti, fanno ricerca fondi, pagano affitti anche se minimi, acquistano strumenti, hanno convenzioni con gli enti locali, cioè svolgono “attività commerciali”.

 

Che cosa accadrà ora?

 

Con la modifica accettata dal Governo tutte quelle realtà che si occupano di assistenza, riabilitazione, educazione, recupero, protezione civile, che svolgono attività pubblica potranno proseguire la loro attività rivolta a tutti con la possibilità di non vedersi gravare i bilanci per migliaia di euro.

 

E se con il Regolamento applicativo entrasse dalla finestra quello che è uscito dalla porta?

 

Tocca adesso al Governo scrivere il Regolamento che andrà nel dettaglio delle singole procedure, ma è chiaro che non potrà non tener conto di quello che è stato deciso all'unanimità dalla commissione ovvero che chi si occupa degli altri svolge una preziosa funzione pubblica e lo Stato riconosce, anche economicamente, questo come un valore per tutti.

 

(Pietro Vernizzi)



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