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ELEZIONI USA 2012/ Così Obama "divide" Monti e Merkel

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Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto)  Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto)

La Cina di Xi e di Li, la nuova coppia al comando tra pochi giorni, sa con chi ha a che fare e sceglie la continuità. Con Romney rischiava una politica di confronto a muso duro. Il problema, adesso, è cosa farà Obama: alzerà o no l’asticella dei diritti umani e quella della reciprocità nel commercio internazionale? Nuvole di tempesta s’accumulano sul Pacifico. Solo gli Stati Uniti possono evitare un disastroso conflitto militare tra la Cina e i suoi vicini. Ma deve parlare con tono vellutato tenendo il bastone dietro la schiena. Invece, il soft power obamiano si è rivelato finora troppo soft.

Ciò vale ancor più nel Mediterraneo. Gli echi del discorso del Cairo si sono spenti da tempo. La mano tesa al mondo arabo non è stata colta. Le rivoluzioni di primavera si sono trasformate in restaurazioni islamiste in autunno. Certo, con la Fratellanza musulmana si può discutere e lo si fa. Ma sono i salafiti a menare la danza. Mentre gli emirati del Golfo Persico e l’Arabia saudita estendono la sfera di influenza. Il loro problema è sconfiggere e isolare l’Iran, essenziale è non lasciare la fiamma dell’Islam radicale nelle mani degli ayatollah. Spetta al Comandante in capo, l’unico che abbia il potere e l’influenza, esercitare un ruolo leader che finora è mancato. In Israele la vittoria di Obama è una sconfitta secca per Netanyahu e, probabilmente, prepara un cambio di governo. È questa, ancora una volta, la prova più dura. Perché qui si gioca di nuovo l’appuntamento con la storia.

Infine, l’America. Per restare davvero tra i grandi presidenti, come Reagan, come Clinton, adesso Obama deve riappacificare il suo stesso Paese. Sarà sempre una figura controversa, le sue origini, la sua cultura, il suo modo d’essere, tutto è destinato a suscitare odi, ma proprio questo è il compito più difficile. Anche Reagan e Clinton erano personalità spiccate che hanno provocato divisioni profonde, umane e ideologiche. Ma nel loro secondo mandato sono riuscite a parlare a tutti. Il primo ripristinando una potenza infiacchita e vincendo la Guerra fredda. Il secondo lanciando la più grande espansione dell’economia mondiale da un secolo a questa parte. Obama adesso deve scegliere la sua priorità e mettere le vele al vento.

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COMMENTI
07/11/2012 - L'America dà un'altra possibilità a Obama? (Di Tolve Vincenzo)

Io credo che sono stati i grandi elettori e non il Popolo Americano ad eleggere a Barack Hussein Obama II, oltretutto deve fare i conti col Congresso spaccato visto che la Camera va ai Repubblicani e il Senato ai Democratici. Io credo che moralmente ha vinto Mitt Romney che ammette la sconfitta, ma Obama non può fare più il Pierino contro l'Israele, poiché scarso in Politica Estera e appoggiata da una ipocrita Hilary, se gli Israeliani attaccassero l'Iran egli farebbe la figura del pifferaio magico: un Grillo che fa cri, cri, ma dimentica che keskì di Politica ne sa una mazza: cavalcando la tigre del menga e i consensi ma negando l'evidente che la sua popolarità di comico la deve ai media e Grillo toglie la Democrazia interna ! Obama, ha le redini salda degli Usa sì, ma farebbe meglio che modificasse questa cavolata di voto, poco Democratico dei Grandi Elettori e di fare votare col sistema diretto dal Popolo e, in riflesso, lo auspico anche al nostro Paese che dopo oltre 60 di Repubblica Parlamentare di eletti di male assortiti, visto che, pensano solo allo stipendi e vitalizio, mentre abusano ed usano la Carta come 50 piani di morbidezza,ma difesa come Fort Apache?