BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIMISSIONI MONTI/ La reazione dei mercati: spread sopra i 350 punti, Piazza Affari crolla in apertura

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Alla fine la tanto temuta reazione dei mercati è arrivata. Dopo un fine settimana col fiato sospeso in attesa di scoprire le conseguenze dell’annuncio di dimissioni, dopo l’approvazione della legge di stabilità, da parte di Mario Monti, da questa mattina il differenziale tra Btp e Bund continua a salire, superando la soglia dei 350 punti base (attestandosi a 351) con un rendimento al 4,77%, mentre a Piazza Affari il Ftse Mib cede oltre il 2% a 15.371 punti. Crollano sul listino anche i titoli delle banche: Intesa Sanpaolo cede il 4,6%, Unicredit il 4,17%, Mps il 4,73% e Mediobanca il 3,8%. “Berlusconi è il contrario della stabilita” e un suo ritorno rappresenta una minaccia per l'Italia e per l'Europa "che hanno bisogno di stabilità". Queste le parole del presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz (lo stesso definito “kapò” da Berlusconi nel 2003), intervistato dall'Ansa alla vigilia della consegna del Premio Nobel per la pace all'Unione europea a Oslo. Immediata la risposta del Cavaliere che ieri sera, rispondendo ai cronisti all’uscita da una pizzeria milanese, ha definito “assurdo e inaccettabile” il fatto che “il presidente del Parlamento europeo possa esprimere giudizi così sulla politica italiana”, aggiungendo che Schulz è anche “male informato, perché se in Italia c'é una persona più europeista di Silvio Berlusconi me la facciano trovare”. “Ho alle mie spalle quasi vent'anni di leadership, dieci anni di governo e poi una carriera imprenditoriale che mi porta ad essere considerato dagli italiani un conducator di cui fidarsi”, ha spiegato ancora Berlusconi, sottolineando che proprio per questi motivi “sarebbe stata una mia mancanza di responsabilità se non mi fossi riproposto, con grande sacrificio personale”. L’ex premier ha poi parlato del rapporto con la Lega, con cui “non è mai venuta meno l'alleanza. Stiamo cercando di risolvere il problema della Lombardia, che discende dall'alleanza a livello nazionale. Abbiamo deciso di sederci ad un tavolo per affrontare il problema a livello nazionale, e poi penseremo a quello lombardo, ma non vedo possibilità di contrasti”. 



  PAG. SUCC. >