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BORSA & SPREAD/ Le 10 prove che smascherano gli "altarini" dei mercati

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Settimo, non vi pare un pochino strano che sabato Goldman Sachs si sia sentita in dovere di emettere un report solo per i traders in cui di fatto si rimangiava le prospettive sull’Italia e apriva le porte dell’inferno per la dipartita politica di Mario Monti (ripeto, la cui data è stata anticipata di due mesi rispetto alla scadenza che tutti conoscevano da un anno)? Ottavo, dalle prestigiose pagine de Il Sole 24 Ore di domenica, ho scoperto che i primi balzi anti-berlusconiani dello spread registrati sul finire della scorsa settimana sono stati dovuti a vendite da parte di detentori di debito nazionali. Chi, quindi? Un consorzio di idraulici che aveva aderito al Btp-day? Qualche casalinga spaventata dal duce di Arcore che ritorna? No, le banche. Le stesse che hanno ottenuto dalla Bce un valangata di liquidità all’1% di interesse solo per comprare il nostro debito e abbassare artificialmente lo spread (così Monti faceva bella figura), contestualmente guadagnandoci almeno il 3,5-4% sul carry trade tra differenziale che pagavano come interesse per il cash e quanto incassavano dai titoli di Stato che acquistavano. Complimenti, abbiamo scoperto che le banche tifano Monti. Beh, un po’ lo sapevamo, soprattutto Monte dei Paschi, però così è un po’ troppo sfrontatello, non vi pare amici banchieri con i soldi degli altri?

Nove, come mi faceva notare ieri mattina il mio sempre arguto amico e collega Paolo Rebuffo di RischioCalcolato, c’è un motivo per cui i titoli bancari ieri hanno segnato ribassi da incubo e non c’è da stare poi troppo tranquilli sullo stato di salute di alcuni nostri istituti. Se infatti i telegiornali di ieri hanno concentrato tutto il loro sdegno anti-berlusconiano sulla scadenza a 10 anni, le banche hanno le gambe che ballano lo shake per la scadenza a 2 anni, ovvero la più abusata entro lo schema di finanziamento a breve termine delle aste Ltro della Bce. Cito Rebuffo: «Mentre un normale investitore compra i titoli di Stato come investimento con i soldi che ha, le banche invece comprano titoli di stato come speculazione con soldi che NON hanno, cioè a leva, cioè prestati dalla banca centrale, nella speranza di lucrare sulla differenza di tasso. Quindi cosa succede? Facciamo una ipotesi molto conservativa. Supponiamo che una banca abbia in portafoglio titoli di Stato a un prezzo di 100, ma per una quantità di 4 volte il patrimonio di vigilanza (ipotesi molto conservativa). Titoli comprati con soldi presi a prestito. Ebbene se quei titoli dovessero andare a 95 (-5%) di prezzo, la perdita per la banca sarebbe di 20 (-20%) se rapportata al suo patrimonio di vigilanza». Sono soldi vostri, cari amici, risparmi che le banche usano come leva per comprare debito, abbassare artificialmente lo spread e far fare un figurone al loro amico Mario Monti, il quale si sdebita non rompendo loro le scatole affinché finanzino famiglie ed economia reale e anzi tamponando disastri come quelli senesi con bond ad hoc. Siamo alla versione politica dello schema Ponzi. E sul biennale, siamo ormai in area 2,4%, ieri si prezzava un +20% rispetto alla chiusura di venerdì. Paura! Altro che Berlusconi, qui si teme che l’inganno Bce-governi-banche faccia saltare il banco, esattamente come accadde con Lehman Brothers ma in salsa obbligazionaria sovrana.



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