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DALLA SPAGNA/ Il contagio è una “bufala”, lo spread scenderà

Per l’Italia sembra tornato il sereno sui mercati finanziari. Ma ancora è viva la polemica sulle parole usate dal ministro dell’Economia spagnolo. Il commento di MIKEL BUESA BLANCO

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Sembra tornato il sereno sui mercati finanziari. L’Italia ha piazzato oggi 6,5 miliardi di euro in Bot a 12 mesi, con un rendimento sceso sotto l’1,5%. Inoltre, la domanda di titoli di stato è stata di due volte superiore all’offerta. Un segnale incoraggiante per il collocamento del debito pubblico, anche se ancora è viva la polemica per le parole usate dal ministro dell’Economia, Luis de Guindos, che ha visto nell’incertezza della situazione italiana dei rischi per il suo Paese. Ilsussidiario.net ne ha parlato con Mikel Buesa Blanco, Professore di Economia applicata all’Università Complutense di Madrid

Luis de Guindos ha usato parole forti, parlando di “contagio” dall’Italia alla Spagna. Cosa ne pensa?

Credo che l’incertezza che si è generata in Italia abbia influito negativamente sullo spread spagnolo. Tuttavia, credo che questo effetto sarà solo temporaneo e che pertanto parlare di contagio è esagerato, almeno per ora.

Come vede la situazione dell’Italia?

Non ho una conoscenza sufficiente dell’Italia per poter rispondere in maniera non superficiale alla domanda. Non c’è dubbio, però, che la situazione politica italiana è stata accolta negativamente dai media spagnoli. A ogni modo ritengo che la situazione a lungo termine di qualunque Paese, sia esso la Spagna o l’Italia, dipende molto di più da fattori interni che da cambiamenti ciclici dell’opinione pubblica.

Per come sta evolvendo la situazione, pensa che l’Italia o la Spagna dovranno chiedere aiuto all’Europa?

Sull’Italia non saprei dire. Nel caso della Spagna non c’è alcun indizio che indichi l’urgenza di un’operazione di salvataggio. Non dimentichiamo che lo Stato sta emettendo debito senza problemi e a rendimenti decrescenti, che il deficit pubblico si sta riducendo, che la bilancia dei pagamenti verso l’estero si è riequilibrata e che i conti delle imprese cominciano a mostrare il consolidamento di un percorso che porta agli utili. Con queste premesse, sicuramente in meno di un anno la Spagna riprendere il sentiero della crescita del Pil. Ciò di cui ora c’è bisogno in Spagna non è un salvataggio, ma una politica economica che consolidi e ampli le riforme strutturali che faciliteranno una nuova fase di accumulazione del capitale e di ripresa dell’occupazione.

Sembra che stia nascendo una sorta di rivalità tra Italia e Spagna: non rischia di essere dannosa per entrambi i paesi?