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GIGANOMICS/ “L’alleanza” tra Berlusconi e Bersani e la cassa prosciugata di Parmalat

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Faro su Parmalat. Finalmente si è aperta un’inchiesta sulla gestione di Parmalat da parte dei francesi di Lactalis. Ieri ci sono state delle perquisizioni della Guardia di finanza (su mandato dei magistrati) nelle sedi di Lactalis Italia, di Pricewaterhouse, di Mediobanca e dello studio legale D’Urso, Gatti e Bianchi. L’indagine si riferisce alla vendita della controllata americana di Lactalis alla Parmalat fatta, secondo le accuse, solo per prosciugare il tesoretto accumulato nelle casse della società di Collecchio. Questa inchiesta della magistratura viene dopo un’altra avviata nell’ottobre del 2011 dalla Procura di Milano sulla scalata francese al gruppo di Parma. Anche allora ci furono perquisizioni della Guardia di finanza e accuse di insider trading e aggiotaggio. Franco Tatò, messo dai francesi alla presidenza di Parmalat, si aspettava di svolgere un incarico di rappresentanza, uno di quei lavori semplici e ben retribuiti che non creano problemi. Da quando è arrivato a Parma, invece, non ha trovato altro che guai, finanzieri, giudici, avvocati. Tanto che, secondo alcuni, si sarebbe stancato e starebbe pensando a un adieu a Lactalis e soci.

 

Il ritorno di Coppola. I giornali hanno dato solo una breve notizia, anche se è importante: la Cassazione ha annullato il fallimento della Micop Immobiliare, una società della galassia del gruppo che fa capo a Danilo Coppola. Fallimento che era stato all’origine della condanna a sei anni, dell’arresto dell’immobiliarista romano e della sua detenzione per due anni e mezzo fra carcere e arresti domiciliari. Qualcuno nella magistratura avrà almeno la delicatezza di chiedere scusa per aver messo in carcere una persona che, come risulta adesso, in carcere non doveva andare?

 

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