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CROLLO MUTUI/ Modiano: una patrimoniale può far ripartire l’economia

Pubblicazione:giovedì 13 dicembre 2012

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Un tonfo pesantissimo. Secondo i numeri resi noti dall'Istat, con riferimento a dati di statistica notarile, nel secondo trimestre di quest'anno, i mutui e i finanziamenti hanno subìto un ribasso del 41,2%. Nello stesso periodo, le convenzioni sulle compravendite di abitazioni sono invece in calo del 23,7% su base annua. Si abbassano poi del 24,8% le compravendite di esercizi commerciali, uffici, laboratori e capannoni. Sia per le abitazioni che per gli esercizi commerciali, dunque, l'Istat segna ribassi in tutte le regioni italiane, in particolare nelle Isole, dove il crollo si è attestato addirittura al 30,3%, La caduta maggiore si è registrata nei centri minori, dove il mercato delle abitazioni è crollato del 25,1%. IlSussidiario.net ha fatto il punto con Pietro Modiano, Presidente di Nomisma, società di studi economici, e grande conoscitore del mondo bancario italiano.

 

Quali sono i fattori che hanno determinato il crollo dei mutui e dei finanziamenti?

 

Non è una novità. Il fenomeno della grande debolezza dei mutui dura dall'inizio dell'anno ed è uno degli elementi di base della recessione del 2012. E' una combinazione di effetti: le banche hanno una grande limitazione nella loro capacità di dar credito, dovuta alla carenza di capitale e agli alti costi di finanziamento. E, in più, un crescente numero di famiglie non è in grado di sostenere un mutuo e le relative rate.

 

Sul piano delle buone politiche, non sarebbe utile un fondo per l'accesso al credito?

 

Io temo, purtroppo, che questi tipi di malattie debbano fare il loro corso. Nessuno può costringere le banche a dare credito: io credo che ciò che ci porterà fuori da questo problema saranno le banche che hanno la possibilità di avere meno vincoli patrimoniali e una riduzione dello spread.

 

Quindi, lo spread è un “trucco”?

 

Chi dice questo sottovaluta il fatto che al costo di finanziamento del Tesoro ne corrisponde uno del finanziamento dell'economia: quindi, più basso sarà il costo del Tesoro e, altrettanto facilmente, si riprenderà la nostra economia. Viceversa, maggiore sarà la recessione. Sarebbe bello che il nostro ex Presidente del Consiglio avesse ragione e lo spread fosse davvero un trucco. Ma, ahimè, non è così.

 

Il fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà, in approvazione da luglio, non potrebbe risolvere, almeno in parte, il problema?


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