BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOFINANZA/ Nell'ombra si prepara un attacco all'Italia

Pubblicazione:giovedì 13 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 13 dicembre 2012, 14.04

Foto Infophoto Foto Infophoto

Insomma, non è solo Berlusconi a pensare che una bella ridimensionata alla mire egemoni della Germania sia necessaria: d’altronde l’ha detto lo stesso Monti che i cittadini italiani non sono degli sprovveduti! Anche perché, nel silenzio delle sale trading e lontano dai titoli di telegiornale che si occupano solo di spread, sta succedendo qualcosa di sgradevole che rimanda la mia mente al luglio del 2011, quando Deutsche Bank rese noto di aver scaricato 8 miliardi di debito italiano, coprendosi contemporaneamente con cds. Se infatti sia il mercato azionario che obbligazionario si sono ripresi molto velocemente dalla doccia fredda di lunedì, il mercato dei credit default swaps non ha mostrato un trend simile. All’inizio della scorsa settimana il prezzo del cds a 5 anni italiano era a 230, lunedì ha toccato 291, martedì è restato in tale area e ieri è sceso di soli 4 punti base fissandosi a 287,68, un salto che ha portato il nostro cds a soli 13 punti base da quello spagnolo, dai 40 dell’inizio della scorsa settimana e che ha segnato un sospetto +36,5 negli ultimi cinque giorni di contrattazioni, mentre quello spagnolo nello stesso arco temporale è cresciuto solo di 3,99 e ieri ha vissuto un calo di 11,45. Ma non c’era il rischio contagio? E dove sarebbe la correlazione?

Era da febbraio scorso che non si registrava un trend simile e molti operatori, off-the-record, si fanno sfuggire la quasi certezza che il costo per assicurarsi sull’esposizione all’Italia diverrà rapidamente più caro di quello necessario per fare hedging sulla Spagna. Non potendo operare troppo sull’obbligazionario, al netto dello scudo “de facto” della Bce e per ovvi motivi di rischio di rottura dello schema Ponzi Bce-banche-governi, gli speculatori anti-Italia operano sui cds, anche perché con i credit default swaps si opera nel cosiddetto “sistema bancario ombra”, non alla luce del sole. La Spagna è a pezzi, ha già ricevuto 37 miliardi per le sue banche, l’anno prossimo dovrà emettere 214 miliardi di debito sul mercato (invito il professor Javier Morillas Gomez a guardare bene i numeri, altro che 135 miliardi) e il Wall Street Journal ha scritto che un avvertimento avanzato da alcuni hedge funds operanti in modalità euroscettica prevede un 40% di possibilità che la Spagna lasci l’eurozona nel biennio 2014-2015, perché devastata dalla disoccupazione: quale ragione può esserci perché il costo per assicurarsi contro l’esposizione iberica debba essere più basso del nostro, quindi, se non una strategia anti-italiana di chiara matrice politico-finanziaria?

Il giochino, d’altronde, è semplice e anche le normative sul divieto riguardante i naked cds entrate in vigore il 1 novembre sono facilmente aggirabili: il prezzo del premio pagato dal cds sale perché sale la domanda e siccome il rischio di default di una nazione viene calcolato proprio all’ammontare del premio sul cds, ci si ritrova una bella mattina con la troika che bussa alla porta perché per finanziarsi sui mercati vengono chiesti tassi di interesse - rendimenti - spaventosi.

Martedì Angela Merkel ha detto chiaramente: «Io sto con Monti». Avevate dubbi al riguardo, al netto delle cifre che ho enunciato nell’articolo? A casa Mario Monti e basta dogmatismi da icona sull’euro: solo così l’Italia può ripartire. Ma vedo giorno dopo giorno allungarsi la fila dei neo-montiani e dei convertiti sulla via di Goldman Sachs: fate pure, morite tedeschi se volete.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
13/12/2012 - Bottarelli è il più realista (loris SOleri)

Ringrazio Bottarelli per questo articolo: è uno dei pochissimi che hanno il coraggio della verità. La grande Usura internazionale si sta facendo beffe di noi, ci sta lentamente distruggendo, per i porci comodi della finanza massona e kosher che guida le sorti economiche del pianeta. E' la prosecuzione della guerra sotto altre forme. Siamo in guerra con la Germania (ed altri) e non ce ne accorgiamo. Del resto questo è quello che ci meritiamo come paese! L'unica mobilitazione di cui siamo capaci è il flashmob di Gangnam. E con questo, ho detto tutto...

 
13/12/2012 - Grazie (Ruben Varisco)

Grazie Sig. Mauro per avermi risposto. Non volevo indicarLa come mancante di realismo, lo leggo spesso non solo perchè interessante e coinvolgente, ma sopratutto per realista. Comunque mi viene spontanea la voglia di opinare sulla sua opinione di sopra: "Come mai abbiamo anticipato, senza che nessuno ce lo chiedesse... ci avrebbe evitato il salasso Imu." Io direi che visto come stanno le cose sarebbe strano che fosse stato altrimenti. Tutto qui. Ogni fonte di denaro viene sistematicamente dirottata all'estero. Semplicemente, funziona così. E questo lei questo lo sa molto meglio di me. Personalmente non vedo spazi per far applicare leggi che sono state fatte e rifatte per continuare con il saccheggio.

 
13/12/2012 - Siamo davvero realisti! (Giuseppe Crippa)

Nei prossimi anni (2014 – 2020) l'Italia sarà al quinto posto della classifica dei contributori netti al bilancio della Ue, versando cica 25 miliardi di euro più di quanto prende. Al primo posto nella classifica dei contributori netti si confermerà la Germania, che verserà circa 70 miliardi di euro, seguono il Regno Unito con 48 miliardi, i Paesi Bassi con 31 miliardi e la Francia con 30. Se la UE fosse una società per azioni sarebbe ovvio che un patto di sindacato tra Germania, Regno Unito e Paesi Bassi avrebbe tutto il diritto di gestire la società. Tra essere tutti partner ed un capo con tanti sudditi la terza via è che comandi chi ci mette più soldi, altro che far valere i propri diritti (quali?)

RISPOSTA:

Caro Crippa, la Gran Bretagna non ha la sciagura dell'euro e ha il rebate garantitogli dalla Thatcher (anche uno dei diritti che lei non vede), la Francia con quello che prende di sussidi agricoli - guarda caso uno dei motivi che ha fatto deragliare il dibattito sul budget Ue - deve solo stare zitta e ringraziare il Signore, la Germania è riuscita proprio oggi a non far vigilare dalla Bce la sue Landesbanken, covo di derivati e varie porcherie che però controllano il 20% della Cassa depositi e prestiti tedesca, non contemplata nel debito totale, quindi contribuisce sì ma beneficia dell'euro per l'export, della competitività distrutta del Sud Europa e del regime di bene rifugio del Bund, artificiale, per finanziarsi a basso costo. Non essendo l'Ue una S.P.A, non c'è patto di sindacato che tenga - vedo bene allo stesso tavolo tedeschi, inglesi e francesi, manco il patto di sindacato di Rcs! - ma solo il fatto che noi all'Europa stiamo dando troppo. Un esempio? Come mai abbiamo anticipato, senza che nessuno ce lo chiedesse, la seconda tranche di finanziamento del fondo salva-Stati, 2,7 miliardi di euro che, se tenuti in cassa come potevamo, ci avrebbe evitato il salasso Imu. Ecco cosa intendo per diritti. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)

 
13/12/2012 - Siamo realisti (Ruben Varisco)

Ma onestamente aspettiamo che chi comanda in Italia non vada più a braccetto con Goldman Sachs e ripensi a un nazionalismo tutto italiano?

RISPOSTA:

Caro Varisco, se c'è una dote che penso non mi manchi è il realismo. Per questo le dico che tra farsi commissariare da Goldman Sachs e il nazionalismo-autarchia esiste una semplice via di mezzo: far valere i propri diritti e interessi nazionali, visto che formalmente nell'Ue dovremmo essere tutti partner e non un capo e tanti sudditi. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)