BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Bertone: 2013, 5 buone notizie per l’Italia

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

In sintesi, non mancano le ombre a partire dall’effetto (moderatamente) restrittivo della politica fiscale americana, dopo il probabile accordo tra Obama e il Congresso. Ma questo sarà compensato a livello globale da una politica fiscale europea sempre più indulgente verso i disavanzi mediterranei (e con una Bce che si prepara a scendere in campo con acquisti diretti di titoli spagnoli e, in prospettiva, portoghesi e italiani). La Cina, dal canto suo, non prepara manovre espansive paragonabili a quella imponente del 2008-2009, ma darà comunque un po’ di gas all’edilizia, sostenendo in questo modo l’industria pesante cinese e quella mineraria globale.

Insomma, a partire dalla metà del 2013 l’Italia potrebbe tornare a crescere sulla spinta di numerosi fattori positivi. Sottolineati dal Bollettino mensile della Bce: “Nel prosieguo del 2013 - spiega la Bce - si dovrebbe registrare una graduale ripresa grazie al rafforzamento della domanda mondiale e della trasmissione all’economia dell’orientamento accomodante della politica monetaria della Bce e del netto miglioramento della fiducia sui mercati finanziari”. Ma sarà in grado il Bel Paese di sfruttare il nuovo clima?

Se si guarda allo spettacolo offerto dall’Italia ufficiale, che riesce a dividersi sul dilemma “Sanremo sì, Sanremo no” in coincidenza con le elezioni è lecito dubitarne. Ma il Paese che ha affrontato tagli feroci al proprio reddito con proteste contenute e modeste ha una fibra eccellente: può arretrare, sotto la spinta dello “smottamento”, ma ha già elaborato gli anticorpi per la nuova risalita. “Sono convinto che dopo questa crisi, i giovani ci sorprenderanno, siamo noi che spesso dimentichiamo le loro potenzialità di adattamento”, sottolinea Mario Deaglio, l’economista torinese che ha appena dato alle stampe “Sull’asse di equilibrio”, l’ultimo rapporto sul Capitalismo che cura per conto del Centro Einaudi. “Spesso si trascura - aggiunge - che il 30-40% dei lavori non è stato ancora inventato. Io stesso incontro i miei ex studenti che hanno saputo inventarsi una professione, hanno creato dal nulla società e lavori impensabili, dando a loro volta lavoro ad altre persone. La tecnologia, le nuove scoperte e lo spirito di adattamento dei giovani ci sorprenderà”.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.